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"Vorrà dire che non tutto il male viene per nuocere se l'aggressione omofoba subita dal giovane ragazzo torinese servirà a compattare tutte le forze politiche per approvare al più presto in Consiglio regionale la bozza di proposta di legge contro ogni forma di discriminazione e per la parità di trattamento nelle materie di competenza regionale che ho presentato in Giunta e che è stata condivisa dai miei colleghi" - così Monica Cerutti, assessora ai Diritti della Regione Piemonte, ha accolto l'invito del sindaco di Torino, Piero Fassino, a lavorare per "compiere scelte irreversibili di civiltà e libertà".

L'assessorato ai Diritti in accordo con la Giunta regionale sta definendo lo schema del disegno di legge "Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale". Nei prossimi giorni la bozza sarà sottoposta a un procedimento di consultazione online volta a recepire i suggerimenti e le proposte di associazioni e soggetti interessati.

 SETTIMANA D’AZIONE CONTRO IL RAZZISMO, 16-22 MARZO 2015

CALENDARIO DELLE INIZIATIVE REALIZZATE NEL TERRITORIO TORINESE coordinate dal Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte

DOMENICA 15 MARZO 2015apertura della Settimana d’Azione contro il razzismo
Torino, piazza Solferino, ore 9-18, presso il Mercato di Campagna Amica, “Campagna Amica dei Diritti” attività di sensibilizzazione e informazione sulle discriminazioni promosse da Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Coldiretti Torino.

Domenica 15 marzo alle ore 11 in Piazza Solferino a Torino, presso il mercato di Coldiretti "Campagna Amica", Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Coldiretti Torino presentano alla cittadinanza e ai/alle giornalisti/e le iniziative locali della Settimana d’Azione contro il razzismo.

Partecipano gli assessori della Regione Piemonte Monica Cerutti e Giorgio Ferrero, l’assessora della Città di Torino Ilda Curti, un/una rappresentante della Città Metropolitana di Torino, il presidente di Coldiretti Torino Fabrizio Galliati e il direttore di Coldiretti Torino Michele Mellano.

“Accendi la mente, spegni i pregiudizi” è lo slogan della campagna per la XI Settimana d’azione contro il razzismo, in programma dal 16 al 22 marzo, organizzata dall’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con ANCI.

Durante una conferenza stampa che si è svolta oggi presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Sottosegretario Graziano Delrio ha affermato: “La Presidenza del Consiglio, grazie all’impegno dell’UNAR, presso il dipartimento per le Pari Opportunità, mantiene un faro acceso per contrastare discriminazioni e razzismo. La felice collaborazione che oggi presentiamo per la Settimana contro il razzismo ci consente di coinvolgere molte realtà, città, scuole, mondo sportivo, potenziando l’efficacia del messaggio di convivenza che vogliamo sottolineare”.

L’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia la campagna informativa “Spegni le discriminazioni, accendi i diritti” volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del contrasto alla discriminazione e a favorire la conoscenza da parte delle vittime e dei testimoni di discriminazioni degli strumenti di tutela esistenti. La campagna mira a divulgare il servizio offerto dal Contact Center Unar che, attraverso il numero verde 800901010 ed il sito www.unar.it, raccoglie denunce e segnalazioni da parte di vittime o testimoni di discriminazioni per origine etnica, età, credo religioso o convinzioni personali, disabilità, orientamento sessuale e/o identità di genere.

In un momento in cui si discute molto di dialogo interculturale e rispetto delle differenze, il messaggio chiave della campagna è che discriminare è vietato e che, per questo, il Contact center dell’UNAR costituisce un presidio di garanzia ed uno strumento efficace per favorire l’emersione e la rimozione delle discriminazioni.

Secondo don Raffaele Roffino, il parroco di Rivarolo, l'articolo sull'omosessualità della professoressa Cristina Zaccanti pubblicato sul bollettino parrocchiale sarebbe dovuto servire a "stimolare la discussione e il confronto". Dalla diocesi avevano fatto sapere che se fossero arrivati altri articoli sul tema, anche in risposta a quello della Zaccanti, lo avrebbero pubblicato.

Il Centro di Coordinamento regionale contro le Discriminazioni si è attivato e ha preparato una lettera di risposta che abbiamo inviato a don Roffino a metà novembre circa: "Ci tocca dover constatare che sul bollettino parrocchiale di Rivarolo del natale 2014 non è stata pubblicata la nostra lettera. In buona fede ci eravamo illusi che ci fosse veramente uno spiraglio per la discussione e il dialogo, tutto questo in nome del bene di tutti coloro che chiedono di vedere riconosciuti i loro diritti" - ha dichiarato l'assessora della Regione Piemonte con delega ai Diritti Civili Monica Cerutti.

Il tribunale di Roma ha condannato a un anno e tre mesi Fabio Rainieri, ex parlamentare della Lega Nord e attuale vicepresidente dell'assemblea legislativa emiliano-romagnola, per la pubblicazione sul proprio profilo Facebook di una foto dell'allora ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge, con il volto ritoccato in modo da apparire una scimmia. Il leghista era imputato di diffamazione con l'aggravante della discriminazione razziale. I giudici hanno anche condannato Rainieri a un risarcimento: dovrà versare all'europarlamentare modenese 150 mila euro.

“Non è satira”, ha commentato la notizia della condanna Cécile Kyenge. “Loro non attaccavano la mia attività politica in quel momento, ma accomunavano i neri, non soltanto Cécile, alle scimmie”. “Quando ci sono questi reati a sfondo razziale è giusto che qualcuno si faccia avanti” ha aggiunto Kyenge, sottolineando come il razzismo non riguardi solo lei ma “intere generazioni di persone che non possono avere la scorta”, come invece fu deciso allora per la parlamentare, che continua a subire attacchi razzisti.