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Il Forum dei diritti fondamentali 2021 è in programma in formato ibrido l’11 e il 12 ottobre e sarà trasmesso in diretta dal Municipio di Vienna e da altre cinque città europee: Strasburgo, Ginevra, Varsavia, Lubiana e Oslo. Riunirà persone provenienti da contesti molto diversi: leader di pensiero, decisori, società civile, artisti, imprese, giovani, comunità religiose e non confessionali e molti altri. 

I suoi risultati alimenteranno i principali dibattiti dell'UE e globali sui diritti umani che daranno forma al nostro futuro.

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Il 14 settembre 2021 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione (387 voti favorevoli, 161 contrari e 123 astensioni) sul tema dei diritti delle persone LGBTIQ riconoscendo che questi cittadini dovrebbero poter esercitare pienamente i loro diritti. 

Nello specifico, le famiglie arcobaleno e le coppie dello stesso sesso dovrebbero avere la stessa libertà di movimento e godere degli stessi diritti di ricongiungimento familiare degli altri.

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Il 12 novembre la Commissione europea ha presentato la prima strategia dell'UE per l'uguaglianza delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non binarie, intersessuali e queer (LGBTIQ). Nonostante i progressi compiuti, la discriminazione nei confronti delle persone LGBTIQ persiste e il 43% dichiara di sentirsi discriminato. 

La strategia affronta le diseguaglianze e le sfide che interessano le persone LGBTIQ e definisce una serie di azioni mirate per i prossimi 5 anni, che includono misure giuridiche e finanziarie. Propone, tra l'altro, di estendere l'elenco dei reati dell'UE ai crimini d'odio, compreso l'incitamento all'odio omofobico, e di presentare una normativa sul riconoscimento reciproco della genitorialità in situazioni transfrontaliere. 

Garantisce inoltre che le persone LGBTIQ, in tutta la loro diversità, si sentano sicure e abbiano pari opportunità di prosperare e di partecipare appieno alla società.

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Il 16 settembre 2020, in occasione del suo discorso sullo stato dell'Unione, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "I progressi nella lotta contro il razzismo e l'odio sono fragili: difficili da conseguire, si possono vanificare in un attimo. È giunto ora il momento di cambiare. Di costruire un'Unione veramente antirazzista, un'Unione che dalla condanna passi all'azione. E la Commissione sta presentando un piano d'azione per rendere possibile questo cambiamento." Il nuovo piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025, approvato il 18 settembre, definisce una serie di misure per garantire un'azione più decisa di coordinamento, sensibilizzazione e applicazione del diritto nazionale e dell'UE.

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Il 15 ottobre 2020, dalle ore 14.30 alle ore 17, si terrà il webinar "La promozione dell'uguaglianza e dei diritti fondamentali", promosso da IRES Piemonte e AICCRE Piemonte (Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa). L'incontro online, dedicato all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, è organizzato nell'ambito del ciclo di incontri "Europa Presente", nel ventennale della Carta. 

Scarica a fondo pagina il programma del webinar.

Il webinar si svolgerà su piattaforma Google Meet. Per partecipare è richiesta l’iscrizione compilando il modulo online disponibile qui

Alle persone iscritte sarà inviato il link per il collegamento

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Si terrà a Roma il 6 novembre prossimo, alle ore 13.30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, la conferenza stampa di presentazione dell’Evento europeo del Semestre sulla non discriminazione e l’uguaglianza dal titolo “Shaping the future of Equality policies in the EU”. I lavori si protrarranno nelle giornate del 6 e 7 novembre (Qui il programma completo della Conferenza).

L'evento sarà l’occasione per la prima uscita ufficiale della nuova Commissaria europea per la Giustizia, i Diritti dei consumatori e l’uguaglianza di genere della Commissione europea, Věra Jourová, che presenterà l'iniziativa insieme a Ulrike Lunacek, vice presidente del Parlamento Europeo, all’on. Ivan Scalfarotto, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri e all'on. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio Renzi per le politiche di pari opportunità.

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Per l’Europa una legge nazionale che pone il limite dell’età massima di 30 anni per l’assunzione degli agenti della polizia locale è illegittima. Lo ha deciso la Corte Ue, sentenza nella causa C-416/13, bocciando la legge del principato delle Asturie. Nella causa si è costituito anche il governo italiano.

La direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, al fine di combattere le svariate tipologie di discriminazione, vieta segnatamente, in materia d’impiego, ogni discriminazione direttamente o indirettamente fondata sull’età.

La Corte riconosce che la natura di talune funzioni degli agenti della polizia locale (vale a dire la protezione di persone e beni, la detenzione e custodia degli autori di atti criminosi e il pattugliamento a scopo preventivo) può richiedere un’idoneità fisica particolare. Ciò nondimeno, la Corte considera che nulla dimostra che le capacità fisiche particolari richieste per l’esercizio della funzione di agente della polizia locale siano necessariamente collegate ad una fascia di età determinata e non sussistano nelle persone che hanno superato una certa età. Di conseguenza, nulla consente di affermare che il legittimo obiettivo di garantire il carattere operativo e il buon funzionamento del corpo degli agenti della polizia locale richieda di mantenere una certa configurazione delle età al suo interno, imponendo quindi di assumere esclusivamente dipendenti con età inferiore ai 30 anni. Per tale motivo, il limite di età fissato dalla legge delle Asturie costituisce un requisito sproporzionato.

Fonte: UNAR

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