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Il 22 novembre anche a Torino verranno ricordate e commemorate le vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender. Quest'anno il Coordinamento Torino Pride per celebrare il TDoR ha organizzato una marcia, Trans Freedom March, che si terrà sabato 22 novembre e partirà alle 16.30 da piazza Vittorio Veneto.
L'evento torinese è dedicato alla memoria di due donne trans precocemente scomparse che non hanno visti rispettati i loro diritti neppure nel momento della morte: Nicole e Valentina. La prima è stata seppellita dalla famiglia in abiti maschili; la seconda è stata ricordata sui manifesti funebri con il nome che aveva da uomo. Come denunciano il Coordinamento Torino Pride e il Coordinamento Trans Sylvia Rivera: "Neanche da morte hanno avuto diritto di essere ricordate per come si sentivano e come vivevano".
Alla conferenza stampa di presentazione della Trans Freedom March era presente anche l'assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti che ha confermato il sostegno alla lotta per i diritti LGBTQI: "La Regione c'è e questo ormai dovrebbe essere un patrimonio acquisito e non una notizia. È arrivato il momento di mettere in campo delle azioni concrete ed è per questo che, tenendo conto della piattaforma annunciata durante la campagna elettorale, opereremo per garantire diritti a tutti, anche a chi oggi non li ha" - ha dichiarato.
Per l’Europa una legge nazionale che pone il limite dell’età massima di 30 anni per l’assunzione degli agenti della polizia locale è illegittima. Lo ha deciso la Corte Ue, sentenza nella causa C-416/13, bocciando la legge del principato delle Asturie. Nella causa si è costituito anche il governo italiano.
La direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, al fine di combattere le svariate tipologie di discriminazione, vieta segnatamente, in materia d’impiego, ogni discriminazione direttamente o indirettamente fondata sull’età.
La Corte riconosce che la natura di talune funzioni degli agenti della polizia locale (vale a dire la protezione di persone e beni, la detenzione e custodia degli autori di atti criminosi e il pattugliamento a scopo preventivo) può richiedere un’idoneità fisica particolare. Ciò nondimeno, la Corte considera che nulla dimostra che le capacità fisiche particolari richieste per l’esercizio della funzione di agente della polizia locale siano necessariamente collegate ad una fascia di età determinata e non sussistano nelle persone che hanno superato una certa età. Di conseguenza, nulla consente di affermare che il legittimo obiettivo di garantire il carattere operativo e il buon funzionamento del corpo degli agenti della polizia locale richieda di mantenere una certa configurazione delle età al suo interno, imponendo quindi di assumere esclusivamente dipendenti con età inferiore ai 30 anni. Per tale motivo, il limite di età fissato dalla legge delle Asturie costituisce un requisito sproporzionato.
Fonte: UNAR
“Maternità e lavoro femminile. Stereotipi e nuovi paradigmi”: questo il titolo del convegno organizzato dalla SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione unitamente al Dipartimento per le Pari Opportunità e al Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si terrà il prossimo 26 novembre a Roma.
L’incontro, che avrà inizio alle ore 10 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (via Santa Maria in Via, 37), intende spazzare via antichi stereotipi e offrire nuovi argomenti e paradigmi affinché l’esperienza della maternità, e più in generale della genitorialità, non sia più vissuta come discriminatoria nel mondo del lavoro ma, al contrario, come un prezioso valore aggiunto e un elemento di sviluppo delle competenze manageriali, fonte di arricchimento per la società e le organizzazioni.
I lavori si concluderanno con un intervento dell’On.Giovanna Martelli, Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità.
Per partecipare si prega di compilare il form online.
Fonte: UNAR
Si è tenuto oggi al Ministero degli affari esteri il Meeting europeo dei focal point nazionali responsabili per le politiche di prevenzione e contrasto della discriminazione di cui sono vittime le persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali). L’incontro è stato organizzato dal Comitato diritti umani del Ministero degli esteri in collaborazione con l’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La protezione dei diritti Lgbt è parte della tutela dei diritti umani, ha sottolineato il Sottosegretario Della Vedova in apertura del Meeting europeo, ricordando la risoluzione approvata dal Consiglio dei diritti umani dalle Nazioni Unite nel settembre scorso. Una delle buone pratiche italiane presentate è stata illustrata da Ilda Curti, assessore del Comune di Torino e coordinatrice della Rete RE.A.DY, che riunisce Comuni, Province e Regioni in prima fila contro la discriminazione nei confronti delle persone Lgbti. La Rete sta supportando l’UNAR nella attuazione della Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere 2013 – 2015.
E' stato presento oggi pomeriggio a Roma, presso il Villaggio Antidiscriminazione allestito dall'UNAR in occasione dell'iniziativa europea “Shaping the future of Equality policies in the EU” , il Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazione, istituito dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e gestito in collaborazione dal Consiglio Nazionale Forense e dall’UNAR.
Il Fondo - che ha una dotazione pari a 200.000 euro - consente alle vittime di discriminazione per motivi di razza o origine etnica, religione, convinzioni personali, età, disabilità, orientamento sessuale e identità di genere, di accedere alla tutela giurisdizionale grazie all'anticipazione delle spese legali che saranno restituite, attraverso un meccanismo di rotazione, in caso di sentenza favorevole.
Le domande, che potranno essere presentate anche dalle associazioni titolari della legittimazione processuale (non più di tre nel corso dell’anno), dovranno essere inoltrate al Consiglio Nazionale Forense. Un comitato di gestione paritetico deciderà sull’assegnazione del beneficio. Non può accedervi chi già gode del patrocinio a spese dello Stato.
Il Regolamento, la brochure di presentazione e il fac simile della domanda di ammissione al Fondo sono pubblicati sui siti dell'UNAR e del Consiglio Nazionale Forense.
Si terrà a Roma il 6 novembre prossimo, alle ore 13.30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, la conferenza stampa di presentazione dell’Evento europeo del Semestre sulla non discriminazione e l’uguaglianza dal titolo “Shaping the future of Equality policies in the EU”. I lavori si protrarranno nelle giornate del 6 e 7 novembre (Qui il programma completo della Conferenza).
L'evento sarà l’occasione per la prima uscita ufficiale della nuova Commissaria europea per la Giustizia, i Diritti dei consumatori e l’uguaglianza di genere della Commissione europea, Věra Jourová, che presenterà l'iniziativa insieme a Ulrike Lunacek, vice presidente del Parlamento Europeo, all’on. Ivan Scalfarotto, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri e all'on. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio Renzi per le politiche di pari opportunità.
Nonostante la crisi economica i residenti stranieri in Piemonte aumentano. I dati pubblicati sul Dossier Statistico Immigrazione 2014 - Rapporto UNAR , presentato questa mattina presso la sede dell'assessorato regionale all'Immigrazione a Torino, tracciano la fotografia della condizione e del livello di integrazione degli immigrati sul nostro territorio. Alla fine del 2013 il numero di residenti stranieri in Piemonte è aumentato circa del 10% rispetto all'anno precedente passando dai 384.996 del 2012, ai 464.000 dell'anno scorso. Nella nostra regione la popolazione straniera è il 9.3% del totale, un dato al di sopra della media nazionale che è del 8.1%: Asti, Alessandria, Cuneo e Novara le province con la maggiore incidenza; Biella e VCO quelle con la minore incidenza. Rispetto al 2012 però la popolazione straniera residente in Piemonte ha visto un peggioramento della propria condizione: il tasso di disoccupazione è del 22.8% e tra i giovani sino ai 24 anni sale addirittura al 52.7%.
L’on. Franca Biondelli, Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega all’integrazione, assieme all’on. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità, hanno incontrano ieri pomeriggio alle 16, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutte le associazioni che fanno parte del Gruppo Nazionale di Lavoro per la definizione del Piano Nazionale d’azione contro il razzismo per riprendere il percorso avviato con l’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari opportunità, dall’ex Ministro Cecile Kyenge.
Regione Piemonte, UNAR, Centro Studi e Ricerche Idos e IRES Piemonte presentano il DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2014 Dalle discriminazioni ai diritti - Rapporto UNAR a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS
Torino, 29 ottobre 2014 - dalle 10,30 alle 13,00
Sala Multimediale della Regione Piemonte - Corso Regina Margherita, 174
Il giorno successivo alla sanzione Uefa al presidente federale Carlo Tavecchio, anche in Piemonte si assiste ad una punizione esemplare per una frase di stampo razzista. Nel comunicato ufficiale del Comitato regionale piemontese e valdostano, il giudice sportivo dei dilettanti non è stato tenero con il centrocampista del Trofarello Dario Scozzafava, fermato per 10 turni per comportamento discriminatorio nei confronti di un giocatore avversario di colore, al quale «rivolgeva una espressione dal grave contenuto razzista».
Torino non garantisce a sufficienza il trasporto pubblico per i disabili. Il verdetto, non certo una carezza, arriva dal Tar del Piemonte, che qualche giorno fa ha chiuso il lungo contenzioso tra la città e alcune associazioni dei portatori di handicap, nato nel 2012, quando Palazzo Civico ha tagliato i buoni taxi, ovvero il servizio riservato a chi non può usare i mezzi pubblici: prevedendo di destinare taxi e minibus solo a chi non ha un posto auto riservato sotto casa e di aumentare le tariffe (la città, infatti paga solo una parte del servizio) in base al reddito. Fin qui, scrivono i giudici amministrativi, tutto bene, o comunque nulla da ridire: i Comuni - Torino compresa - assicurano i servizi compatibilmente con le risorse a disposizione. (…)