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Lo dice la sentenza della Cassazione: attribuire un punteggio più basso per l'avanzamento di carriera a chi ha un contratto di lavoro part-time diventa una discriminazione di genere, dal momento che sono soprattutto donne ad avere un orario ridotto.

La conclusione è dei giudici della Cassazione, partendo dal ricorso di una dipendente dell'Agenzia delle Entrate del Piemonte che aveva fatto causa davanti al tribunale di Torino dopo essere stata scartata nel bando di concorso a cui aveva partecipato per passare di livello.

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Il 12 novembre 2020, dalle ore 14.30 alle ore 17, si terrà il webinar "Parità tra donne e uomini", promosso da IRES Piemonte e AICCRE Piemonte (Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa). L'incontro online, dedicato all'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, è organizzato nell'ambito del ciclo di incontri "Europa Presente", nel ventennale della Carta. 

Scarica a fondo pagina il programma del webinar.

Il webinar si svolgerà su piattaforma Google Meet. Per partecipare è richiesta l’iscrizione compilando il modulo online disponibile qui

Alle persone iscritte sarà inviato il link per il collegamento

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E' stato presento oggi pomeriggio a Roma, presso il Villaggio Antidiscriminazione allestito dall'UNAR in occasione dell'iniziativa europea “Shaping the future of Equality policies in the EU” , il Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazione, istituito dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e gestito in collaborazione dal Consiglio Nazionale Forense e dall’UNAR.

Il Fondo - che ha una dotazione pari a 200.000 euro - consente alle vittime di discriminazione per motivi di razza o origine etnica, religione, convinzioni personali, età, disabilità, orientamento sessuale e identità di  genere, di accedere alla tutela giurisdizionale grazie all'anticipazione delle spese legali che saranno restituite, attraverso un meccanismo di rotazione, in caso di sentenza favorevole.

Le domande, che potranno essere presentate anche dalle associazioni titolari della legittimazione processuale (non più di tre nel corso dell’anno), dovranno essere inoltrate al Consiglio Nazionale Forense. Un comitato di gestione paritetico deciderà sull’assegnazione del beneficio. Non può accedervi chi già gode del patrocinio a spese dello Stato.

Il Regolamento, la brochure di presentazione e il fac simile della domanda di ammissione al Fondo sono pubblicati sui siti dell'UNAR e del Consiglio Nazionale Forense.

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L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e Telecom Italia insieme per la realizzazione del video “Perché sei diverso?”. E’ stato presentato nel corso del Summit europeo sull’uguaglianza, che si è concluso venerdì scorso a Roma, il video realizzato congiuntamente per promuovere una campagna nazionale sulla promozione della diversità nei luoghi di lavoro.

”Al centro della campagna l’inclusione e la valorizzazione di tutte le diversità” – ha affermato Marco De Giorgi, direttore generale dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri – “perché ogni persona, in qualunque contesto, possa sentirsi libera di esprimersi, di mettere in circolo tutte le sue energie, senza preoccuparsi di proteggersi o nascondersi per i propri aspetti identitari”.

 

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“Maternità e lavoro femminile. Stereotipi e nuovi paradigmi”: questo il titolo del convegno organizzato dalla SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione unitamente al Dipartimento per le Pari Opportunità e al Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si terrà il prossimo 26 novembre a Roma.

L’incontro, che avrà inizio alle ore 10 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (via Santa Maria in Via, 37), intende spazzare via antichi stereotipi e offrire nuovi argomenti e paradigmi affinché l’esperienza della maternità, e più in generale della genitorialità, non sia più vissuta come discriminatoria nel mondo del lavoro ma, al contrario, come un prezioso valore aggiunto e un elemento di sviluppo delle competenze manageriali, fonte di arricchimento per la società e le organizzazioni.

I lavori si concluderanno con un intervento dell’On.Giovanna Martelli, Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità.

Per partecipare si prega di compilare il form online.

Fonte: UNAR

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In seguito all’articolo “Il fenomeno gender” scritto dalla professoressa Cristina Zaccanti e pubblicato all'interno del bollettino parrocchiale di Rivarolo Canavese nello spazio dedicato alla rubrica “L’angolo della riflessione”, l’Assessora Regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti ha inviato una lettera don Raffaele Roffino, il parroco di Rivarolo. Il parroco aveva dichiarato che l'articolo di Cristina Zaccanti sull’omosessualità pubblicato sul bollettino parrocchiale doveva servire "a stimolare la discussione e il confronto” e se fossero arrivati altri articoli sul tema, anche in risposta a quello, sarebbero stati pubblicati. Di seguito la lettera inviata dall'assessora con la richiesta di pubblicazione nel prossimo bollettino parrocchiale.

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Secondo don Raffaele Roffino, il parroco di Rivarolo, l'articolo sull'omosessualità della professoressa Cristina Zaccanti pubblicato sul bollettino parrocchiale sarebbe dovuto servire a "stimolare la discussione e il confronto". Dalla diocesi avevano fatto sapere che se fossero arrivati altri articoli sul tema, anche in risposta a quello della Zaccanti, lo avrebbero pubblicato.

Il Centro di Coordinamento regionale contro le Discriminazioni si è attivato e ha preparato una lettera di risposta che abbiamo inviato a don Roffino a metà novembre circa: "Ci tocca dover constatare che sul bollettino parrocchiale di Rivarolo del natale 2014 non è stata pubblicata la nostra lettera. In buona fede ci eravamo illusi che ci fosse veramente uno spiraglio per la discussione e il dialogo, tutto questo in nome del bene di tutti coloro che chiedono di vedere riconosciuti i loro diritti" - ha dichiarato l'assessora della Regione Piemonte con delega ai Diritti Civili Monica Cerutti.

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"Vorrà dire che non tutto il male viene per nuocere se l'aggressione omofoba subita dal giovane ragazzo torinese servirà a compattare tutte le forze politiche per approvare al più presto in Consiglio regionale la bozza di proposta di legge contro ogni forma di discriminazione e per la parità di trattamento nelle materie di competenza regionale che ho presentato in Giunta e che è stata condivisa dai miei colleghi" - così Monica Cerutti, assessora ai Diritti della Regione Piemonte, ha accolto l'invito del sindaco di Torino, Piero Fassino, a lavorare per "compiere scelte irreversibili di civiltà e libertà".

L'assessorato ai Diritti in accordo con la Giunta regionale sta definendo lo schema del disegno di legge "Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale". Nei prossimi giorni la bozza sarà sottoposta a un procedimento di consultazione online volta a recepire i suggerimenti e le proposte di associazioni e soggetti interessati.

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Diritti, al via la consultazione online. Cittadini e associazioni potranno esprimere la propria opinione in merito alle due proposte di legge elaborate dall'assessorato di Monica Cerutti sul tema della lotta a ogni forma di discriminazione e della prevenzione e contrasto della violenza di genere.

Andando sul sito della Regione Piemonte, nell'area tematica dedicata alle Pari Opportunità, chi vorrà partecipare alla consultazione potrà leggere l'attuale schema del disegno di legge per ognuna delle due proposte. La consultazione online sarà attiva dalle ore 9.00 dell’8 aprile alle ore 18.00 dell’8 maggio.

La prima proposta di legge "Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli" ha come obiettivo principale quello di assumere i caratteri di legge quadro in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli, con l’intento di mettere a sistema, valorizzare e potenziare quanto già esiste a livello di reti locali e di risorse territoriali, attraverso azioni coordinate in un piano, che veda coinvolti tutti gli attori (istituzionali e non) a diverso titolo impegnati sulla tematica. Clicca qui per accedere alla consultazione pubblica.

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Entra oggi in vigore la Legge regionale n. 5 del 23 marzo 2016Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”, adottata dal Consiglio regionale su proposta dell'Assessora Monica Cerutti. Con tale strumento, la Regione Piemonte si dota di una legge quadro che fissa le norme generali in materia. Come previsto dall’articolo 18, entro sei mesi verranno emanati i regolamenti attuativi, che renderanno operativi i principi generali ispiratori della legge.

La legge, composta da 19 articoli, fissa alcuni criteri generali che si riferiscono alla parità di trattamento tra le persone e al divieto di ogni forma di discriminazione nelle materie di competenza regionale, e in particolare: salute, prestazioni sanitarie, politiche sociali, diritto alla casa, formazione professionale, istruzione, lavoro, attività sportive, ricreative, culturali, trasporti, comunicazione, parità di accesso alle cariche elettive.

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