Strumenti di accessibilità
La Regione Piemonte, con il supporto di IRES Piemonte e grazie alla collaborazione di 8 Enti locali, sta riattivando la Rete regionale contro le discriminazioni, così come previsto dalla Legge Regionale 5/2016. L’attività rientra tra gli obiettivi del progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni”.
In ciascun territorio provinciale e in quello metropolitano è stato attivato o riattivato un Nodo territoriale contro le discriminazioni che, oltre ad accogliere e sostenere le persone che segnalano una discriminazione e monitorare il fenomeno, ha il compito di attivare e coordinare una Rete di soggetti pubblici e privati presenti e operativi sul proprio territorio provinciale.
SETTIMANA D’AZIONE CONTRO IL RAZZISMO, 16-22 MARZO 2015
CALENDARIO DELLE INIZIATIVE REALIZZATE NEL TERRITORIO TORINESE coordinate dal Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte
DOMENICA 15 MARZO 2015 – apertura della Settimana d’Azione contro il razzismo
Torino, piazza Solferino, ore 9-18, presso il Mercato di Campagna Amica, “Campagna Amica dei Diritti” attività di sensibilizzazione e informazione sulle discriminazioni promosse da Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Coldiretti Torino.
Domenica 15 marzo alle ore 11 in Piazza Solferino a Torino, presso il mercato di Coldiretti "Campagna Amica", Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Coldiretti Torino presentano alla cittadinanza e ai/alle giornalisti/e le iniziative locali della Settimana d’Azione contro il razzismo.
Partecipano gli assessori della Regione Piemonte Monica Cerutti e Giorgio Ferrero, l’assessora della Città di Torino Ilda Curti, un/una rappresentante della Città Metropolitana di Torino, il presidente di Coldiretti Torino Fabrizio Galliati e il direttore di Coldiretti Torino Michele Mellano.
Torino non garantisce a sufficienza il trasporto pubblico per i disabili. Il verdetto, non certo una carezza, arriva dal Tar del Piemonte, che qualche giorno fa ha chiuso il lungo contenzioso tra la città e alcune associazioni dei portatori di handicap, nato nel 2012, quando Palazzo Civico ha tagliato i buoni taxi, ovvero il servizio riservato a chi non può usare i mezzi pubblici: prevedendo di destinare taxi e minibus solo a chi non ha un posto auto riservato sotto casa e di aumentare le tariffe (la città, infatti paga solo una parte del servizio) in base al reddito. Fin qui, scrivono i giudici amministrativi, tutto bene, o comunque nulla da ridire: i Comuni - Torino compresa - assicurano i servizi compatibilmente con le risorse a disposizione. (…)