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Concorso Agenzia delle Entrate - collocamento mirato: è discriminatorio il requisito della cittadinanza italiana. Riaperto il bando

Con sentenza depositata lo scorso 23 settembre il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso promosso dall'associazione Avvocati per niente (APN), dall'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione (ASGI), da CGIL Lombardia e LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità contro l'Agenzia delle Entrate, dichiarando discriminatoria la clausola del bando del 15 maggio 2026 che prevedeva il requisito della cittadinanza italiana per la partecipazione a un concorso per l’assunzione di 622 unità nell’area assistenti. 

La sentenza ha riconosciuto che la clausola produceva una discriminazione particolarmente grave perché incideva su una procedura destinata a persone iscritte al collocamento mirato di cui alla L.68/1999, dunque prevalentemente a persone con disabilità. 

Dando seguito alla sentenza, l’Agenzia delle Entrate il 20 ottobre ha pubblicato un atto di modifica del bando e ha riaperto i termini: ora possono candidarsi anche le cittadine e i cittadini stranieri iscritti al collocamento mirato che rientrano nelle categorie previste dall’art. 38 del d.lgs. 165/2001: familiari di cittadini dell’Unione europea, lungosoggiornanti e titolari di protezione internazionale. Le domande si presentano entro il 19 novembre 2026.

Per informazioni sul bando di concorso si rimanda al sito dell'Agenzia delle Entrate

Per maggiori informazioni sul ricorso e sulla sentenza si rimanda al sito della Ledha