La mancata adozione e approvazione del P.E.B.A. da parte dei Comuni rappresenta una condotta discriminatoria indiretta attuata in forma collettiva nei confronti delle persone con disabilità.
Con Sentenza n. 8190/26, resa pubblica il 18 maggio scorso, il Tribunale di Napoli (Decima Sezione Civile) ha condannato il Comune di Capri per condotta discriminatoria collettiva nei confronti delle persone con disabilità a causa della mancata adozione di un PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), oltreché per il ritardo con cui l’Ente Comunale ha realizzato gli interventi necessari al fine di rendere accessibili i Giardini di Augusto.
Basandosi sul ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni e dal cittadino Christian Durso, tale pronunciamento ha ribadito che la mancata adozione e approvazione del PEBA rappresenta ai sensi della Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) una condotta discriminatoria indiretta attuata in forma collettiva nei confronti delle persone con disabilità.
La Città di Capri dovrà pertanto:
- risarcire il danno da discriminazione cagionato al signor Durso versandogli la somma di 6.000 euro
- cessare il comportamento discriminatorio mediante l’adozione di un PEBA, entro i prossimi 12 mesi.
Questo provvedimento fa seguito a quanto già stabilito dal Tribunale di Roma sul caso del Comune di Pomezia (gennaio 2023) e dal Tribunale di Civitavecchia sul caso del Comune di Santa Marinella (ottobre 2023).
La Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte mantiene alta l'attenzione sul tema dei PEBA: dal 2023 stimola, attua e sostiene diverse iniziative di monitoraggio, formazione e sensibilizzazione sul territorio piemontese.
Ulteriori dettagli e approfondimenti sulla sentenza del Tribunale di Napoli sono disponibili sul sito Superando.it


