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Rete

A partire dal 2011 il Centro regionale ha promosso sul territorio piemontese la costituzione di una Rete regionale contro le discriminazioni, con compiti di prevenzione e contrasto delle discriminazioni e assistenza alle vittime nel territorio regionale. Le Province sono state individuate quali soggetti-chiave con i quali collaborare per l’attivazione dei Nodi territoriali e a tal fine sono stati sottoscritti Protocolli d’intesa tra le amministrazioni provinciali e la Regione Piemonte.

L’avvio della Rete è stato preceduto dalla realizzazione di un percorso formativo rivolto ai/alle referenti provinciali e delle organizzazioni e associazioni attive su ciascun territorio sul tema delle discriminazioni.

L’attivazione della Rete regionale si inserisce nel quadro della costruzione della Rete Nazionale Antidiscriminazioni promossa dall’UNAR.

La Rete è stata riconosciuta sul piano legislativo dalla Legge regionale 5/2016 e dal relativo Regolamento attuativo. Inoltre, nel nuovo quadro determinato dalla Legge 7 aprile 2014, n. 56 (la cosiddetta Legge Delrio), si è scelto di confermare, laddove possibile, il rapporto di collaborazione con la Città metropolitana di Torino e con le Province. E’ in corso la firma dei Protocolli d’intesa tra la Regione Piemonte e gli Enti locali piemontesi che hanno accettato di svolgere la funzione di Nodo territoriale, con compiti di:

  1. accoglienza, orientamento, presa in carico delle persone segnalanti e gestione dei casi di discriminazione;
  2. costruzione e coordinamento della Rete territoriale contro le discriminazioni;
  3. monitoraggio del fenomeno delle discriminazioni a livello territoriale;
  4. informazione, comunicazione e sensibilizzazione sulle tematiche antidiscriminatorie nel territorio di competenza, con la supervisione del Centro.

 

A ciascuna Rete territoriale, sotto il coordinamento del Nodo, aderiscono enti, istituzioni e organizzazioni senza scopo di lucro con la funzione di Punti informativi. I Punti svolgono i seguenti compiti:

  1. diffusione di informazioni sul funzionamento della Rete regionale contro le discriminazioni e sui contenuti della l.r. 5/2016 con riferimento al territorio di propria competenza o per uno specifico target di popolazione;
  2. accoglienza, ascolto e riconoscimento di situazioni discriminatorie nell’ambito della propria attività ordinaria di contatto con persone a rischio di discriminazione; orientamento delle stesse al Nodo territoriale di riferimento ed eventuale collaborazione col Nodo per l’individuazione di soluzioni.

 

La Rete regionale e le Reti territoriali saranno ampliate e potenziate nell’ambito del Progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni”.