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“Maternità e lavoro femminile. Stereotipi e nuovi paradigmi”: questo il titolo del convegno organizzato dalla SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione unitamente al Dipartimento per le Pari Opportunità e al Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si terrà il prossimo 26 novembre a Roma.

L’incontro, che avrà inizio alle ore 10 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (via Santa Maria in Via, 37), intende spazzare via antichi stereotipi e offrire nuovi argomenti e paradigmi affinché l’esperienza della maternità, e più in generale della genitorialità, non sia più vissuta come discriminatoria nel mondo del lavoro ma, al contrario, come un prezioso valore aggiunto e un elemento di sviluppo delle competenze manageriali, fonte di arricchimento per la società e le organizzazioni.

I lavori si concluderanno con un intervento dell’On.Giovanna Martelli, Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità.

Per partecipare si prega di compilare il form online.

Fonte: UNAR

Si è tenuto oggi al Ministero degli affari esteri il Meeting europeo dei focal point nazionali responsabili per le politiche di prevenzione e contrasto della discriminazione di cui sono vittime le persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali). L’incontro è stato organizzato dal Comitato diritti umani del Ministero degli esteri in collaborazione con l’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La protezione dei diritti Lgbt è parte della tutela dei diritti umani, ha sottolineato il Sottosegretario Della Vedova in apertura del Meeting europeo, ricordando la risoluzione approvata dal Consiglio dei diritti umani dalle Nazioni Unite nel settembre scorso. Una delle buone pratiche italiane presentate è stata illustrata da Ilda Curti, assessore del Comune di Torino e coordinatrice della Rete RE.A.DY, che riunisce Comuni, Province e Regioni in prima fila contro la discriminazione nei confronti delle persone Lgbti. La Rete sta supportando l’UNAR nella attuazione della Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere 2013 – 2015.

Curti ha dichiarato: “solo lavorando a livello locale riusciamo a raggiungere le vittime della discriminazione in prossimità territoriale, a raccogliere le istanze e portarle al Governo per chiedere un legislazione che sia idonea e al passo coi tempi”.

“Grazie alla collaborazione con la Rete degli enti locali ” – ha dichiarato Marco De Giorgi, direttore dell’ UNAR – “cerchiamo anche di favorire l’emersione dei casi di discriminazione che restano in gran parte nel sommerso, perché le vittime hanno paura a denunciare chi le discrimina, molesta o violenta per via del loro orientamento sessuale”.

Il Meeting è stato concluso dal Sottosegretario Scalfarotto, che ha partecipato giovedì scorso all’Equality Summit europeo nel corso del quale è stato presentato il testo della Dichiarazione di Roma “Uguaglianza e non Discriminazione” e annunciata la prossima legislazione in materia di unioni civili.

Fonte: UNAR

L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e Telecom Italia insieme per la realizzazione del video “Perché sei diverso?”. E’ stato presentato nel corso del Summit europeo sull’uguaglianza, che si è concluso venerdì scorso a Roma, il video realizzato congiuntamente per promuovere una campagna nazionale sulla promozione della diversità nei luoghi di lavoro.

”Al centro della campagna l’inclusione e la valorizzazione di tutte le diversità” – ha affermato Marco De Giorgi, direttore generale dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri – “perché ogni persona, in qualunque contesto, possa sentirsi libera di esprimersi, di mettere in circolo tutte le sue energie, senza preoccuparsi di proteggersi o nascondersi per i propri aspetti identitari”.

Il video vede la partecipazione di 7 persone di Telecom Italia che dal 2009 fanno parte del “Diversity Board” aziendale, rappresentativo di tutte le diversità, ed e’ stato realizzato da Telecom Italia in collaborazione con l’UNAR.

Fonte: UNAR

E' stato presento oggi pomeriggio a Roma, presso il Villaggio Antidiscriminazione allestito dall'UNAR in occasione dell'iniziativa europea “Shaping the future of Equality policies in the EU” , il Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazione, istituito dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e gestito in collaborazione dal Consiglio Nazionale Forense e dall’UNAR.

Il Fondo - che ha una dotazione pari a 200.000 euro - consente alle vittime di discriminazione per motivi di razza o origine etnica, religione, convinzioni personali, età, disabilità, orientamento sessuale e identità di  genere, di accedere alla tutela giurisdizionale grazie all'anticipazione delle spese legali che saranno restituite, attraverso un meccanismo di rotazione, in caso di sentenza favorevole.

Le domande, che potranno essere presentate anche dalle associazioni titolari della legittimazione processuale (non più di tre nel corso dell’anno), dovranno essere inoltrate al Consiglio Nazionale Forense. Un comitato di gestione paritetico deciderà sull’assegnazione del beneficio. Non può accedervi chi già gode del patrocinio a spese dello Stato.

Il Regolamento, la brochure di presentazione e il fac simile della domanda di ammissione al Fondo sono pubblicati sui siti dell'UNAR e del Consiglio Nazionale Forense.

Si terrà a Roma il 6 novembre prossimo, alle ore 13.30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, la conferenza stampa di presentazione dell’Evento europeo del Semestre sulla non discriminazione e l’uguaglianza dal titolo “Shaping the future of Equality policies in the EU”. I lavori si protrarranno nelle giornate del 6 e 7 novembre (Qui il programma completo della Conferenza).

L'evento sarà l’occasione per la prima uscita ufficiale della nuova Commissaria europea per la Giustizia, i Diritti dei consumatori e l’uguaglianza di genere della Commissione europea, Věra Jourová, che presenterà l'iniziativa insieme a Ulrike Lunacek, vice presidente del Parlamento Europeo, all’on. Ivan Scalfarotto, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri e all'on. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio Renzi per le politiche di pari opportunità.

L’evento è organizzato congiuntamente dalla Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e dalla Commissione Europea in collaborazione con l’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’incontro vedrà la partecipazione di Ministri e Segretari di Stato rappresentanti degli Stati membri dell’UE e delle principali piattaforme europee invitate a confrontarsi sui temi dell’inclusione sociale e del contrasto alle discriminazioni nel nuovo contesto europeo, caratterizzato da forti flussi migratori, richieste di riconoscimento dei diritti civili e di cittadinanza che provengono da fasce sociali molto deboli e a rischio di esclusione.

L’obiettivo è quello di giungere alla stesura di una Dichiarazione di Roma finalizzata a far sì che il tema dei diritti umani e del contrasto a ogni tipo di discriminazione, sia essa fondata su razza o etnia, religione, età, disabilità, orientamento sessuale o identità di genere, possa essere affrontato al massimo livello politico.

Fonte: UNAR

Nonostante la crisi economica i residenti stranieri in Piemonte aumentano. I dati pubblicati sul Dossier Statistico Immigrazione 2014 - Rapporto UNAR , presentato questa mattina presso la sede dell'assessorato regionale all'Immigrazione a Torino, tracciano la fotografia della condizione e del livello di integrazione degli immigrati sul nostro territorio. Alla fine del 2013 il numero di residenti stranieri in Piemonte è aumentato circa del 10% rispetto all'anno precedente passando dai 384.996 del 2012, ai 464.000 dell'anno scorso. Nella nostra regione la popolazione straniera è il 9.3% del totale, un dato al di sopra della media nazionale che è del 8.1%: Asti, Alessandria, Cuneo e Novara le province con la maggiore incidenza; Biella e VCO quelle con la minore incidenza. Rispetto al 2012 però la popolazione straniera residente in Piemonte ha visto un peggioramento della propria condizione: il tasso di disoccupazione è del 22.8% e tra i giovani sino ai 24 anni sale addirittura al 52.7%. Le assunzioni di lavoratori di origine straniera sono state 82.067, ma nello stesso periodo le cessazioni a loro carico sono state 91.913. Se però il versante del lavoro dipendente non è positivo, non si può dire lo stesso del versante del lavoro autonomo: le "nuove imprese" avviate da immigrati sono aumentate del 4.5% e alla fine del 2013 erano 38.704. I dati sono interessanti anche sotto il profilo demografico e sociale. In Piemonte 1 nato su 5 nel 2013 è straniero. Alla fine dell'anno scorso il 19.7% dei nuovi nati stranieri in Piemonte non erano italiani per un totale di 7.030 bambini. Un dato che indica come stiano aumentando le seconde generazioni e che viene confermato anche dal numero delle iscrizioni presso gli istituti scolastici: in totale gli allievi stranieri iscritti erano 75.276, pari al 12.7% di tutta la popolazione scolastica e di questi oltre la metà, il 55.5%, è nato in Italia. Se si guardano gli iscritti alla scuola dell'infanzia si può registrare che tra l'80% e il 90% dei bambini stranieri è nato nel nostro Paese. "I dati del rapporto ci indicano come la nostra società stia diventando anno dopo anno sempre più multietnica" - ha dichiarato l'assessora regionale con delega all'immigrazione Monica Cerutti - " Sono convinta che partendo da questo rapporto e dalle tante realtà che operano sul nostro territorio possiamo costruire un percorso di cambiamento anche sotto il profilo legislativo. Dobbiamo avviare la costruzione di politiche comuni a partire da quella che può essere una nuova legislazione regionale che vada a cambiare norme regionali vecchie. Dobbiamo mettere in campo politiche che siano di aiuto alle amministrazioni locali perché non si sentano sole nella gestione delle problematiche collegate all'immigrazione. È nostro interesse potenziare il Centro regionale sulle discriminazioni e credo che valga la pena che ne derivi un'assunzione politica dell'importanza di questo lavoro. La nostra sfida è quella di provare a costruire una nuova legge regionale contro tutte le discriminazioni. Dobbiamo dare risposte complessive a domande specifiche. Quindi lavorare politicamente per affrontare tutte le problematiche discriminatorie per il raggiungimento di un provvedimento legislativo". Fonte: Adnkronos Questo è il video dell'intervento dell'Assessora Monica Cerutti:

L’on. Franca Biondelli, Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega all’integrazione, assieme all’on. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità, hanno incontrano ieri pomeriggio alle 16, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutte le associazioni che fanno parte del Gruppo Nazionale di Lavoro per la definizione del Piano Nazionale d’azione contro il razzismo per riprendere il percorso avviato con l’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari opportunità, dall’ex Ministro Cecile Kyenge.

“Ho ritenuto importante riprendere il percorso di approvazione del Piano assieme all’UNAR, con l’obiettivo di giungere a una sua approvazione al più presto, per dare un segnale di risposta ferma e decisa, delle istituzioni e della società civile, alla recrudescenza del fenomeno razzista alla quale stiamo assistendo non solo nel nostro Paese ma anche in Europa” – ha affermato Franca Biondelli . Chiediamo, pur nelle note difficoltà attuali dovute alla scarsità di risorse finanziarie, la collaborazione non solo delle associazioni di settore, ma anche delle istituzioni a vario titolo coinvolte, al fine di pervenire a una strategia che possa essere di supporto alle politiche nazionali e locali in materia di prevenzione e contrasto del razzismo, della xenofobia e dell’intolleranza”.

Dopo il lungo lavoro istruttorio svolto si è arrivati a definire otto assi di intervento declinati in obiettivo strategici e misure di azioni positive, che vanno dalla scuola al lavoro, dalla salute ai media, dallo sport all’alloggio. Per la definizione delle priorità si è tenuto conto non solo dei dati statistici sui casi di discriminazione rilevati dal contact center dell’Unar, ma anche dei principali settori individuati dall’Unione europea per il contrasto alle discriminazioni e delle raccomandazioni degli organismi internazionali che operano in materia di diritti umani.

Fonte: UNAR