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Dal 24 al 30 novembre 2014 si svolgerà la Settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione, che coinvolge tutte le scuole di ogni ordine e grado in iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione rivolte agli studenti, ai genitori e ai docenti, riguardanti la prevenzione e il contrasto di ogni forma di violenza e di discriminazione. L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Maggiori informazioni sulla Settimana sono disponibili qui.

Fonte: MIUR

Il 22 novembre anche a Torino verranno ricordate e commemorate le vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender. Quest'anno il Coordinamento Torino Pride per celebrare il TDoR ha organizzato una marcia, Trans Freedom March, che si terrà sabato 22 novembre e partirà alle 16.30 da piazza Vittorio Veneto.

L'evento torinese è dedicato alla memoria di due donne trans precocemente scomparse che non hanno visti rispettati i loro diritti neppure nel momento della morte: Nicole e Valentina. La prima è stata seppellita dalla famiglia in abiti maschili; la seconda è stata ricordata sui manifesti funebri con il nome che aveva da uomo. Come denunciano il Coordinamento Torino Pride e il Coordinamento Trans Sylvia Rivera: "Neanche da morte hanno avuto diritto di essere ricordate per come si sentivano e come vivevano".

Alla conferenza stampa di presentazione della Trans Freedom March era presente anche l'assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti che ha confermato il sostegno alla lotta per i diritti LGBTQI: "La Regione c'è e questo ormai dovrebbe essere un patrimonio acquisito e non una notizia. È arrivato il momento di mettere in campo delle azioni concrete ed è per questo che, tenendo conto della piattaforma annunciata durante la campagna elettorale, opereremo per garantire diritti a tutti, anche a chi oggi non li ha" - ha dichiarato.

Per l’Europa una legge nazionale che pone il limite dell’età massima di 30 anni per l’assunzione degli agenti della polizia locale è illegittima. Lo ha deciso la Corte Ue, sentenza nella causa C-416/13, bocciando la legge del principato delle Asturie. Nella causa si è costituito anche il governo italiano.

La direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, al fine di combattere le svariate tipologie di discriminazione, vieta segnatamente, in materia d’impiego, ogni discriminazione direttamente o indirettamente fondata sull’età.

La Corte riconosce che la natura di talune funzioni degli agenti della polizia locale (vale a dire la protezione di persone e beni, la detenzione e custodia degli autori di atti criminosi e il pattugliamento a scopo preventivo) può richiedere un’idoneità fisica particolare. Ciò nondimeno, la Corte considera che nulla dimostra che le capacità fisiche particolari richieste per l’esercizio della funzione di agente della polizia locale siano necessariamente collegate ad una fascia di età determinata e non sussistano nelle persone che hanno superato una certa età. Di conseguenza, nulla consente di affermare che il legittimo obiettivo di garantire il carattere operativo e il buon funzionamento del corpo degli agenti della polizia locale richieda di mantenere una certa configurazione delle età al suo interno, imponendo quindi di assumere esclusivamente dipendenti con età inferiore ai 30 anni. Per tale motivo, il limite di età fissato dalla legge delle Asturie costituisce un requisito sproporzionato.

Fonte: UNAR

“Maternità e lavoro femminile. Stereotipi e nuovi paradigmi”: questo il titolo del convegno organizzato dalla SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione unitamente al Dipartimento per le Pari Opportunità e al Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si terrà il prossimo 26 novembre a Roma.

L’incontro, che avrà inizio alle ore 10 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (via Santa Maria in Via, 37), intende spazzare via antichi stereotipi e offrire nuovi argomenti e paradigmi affinché l’esperienza della maternità, e più in generale della genitorialità, non sia più vissuta come discriminatoria nel mondo del lavoro ma, al contrario, come un prezioso valore aggiunto e un elemento di sviluppo delle competenze manageriali, fonte di arricchimento per la società e le organizzazioni.

I lavori si concluderanno con un intervento dell’On.Giovanna Martelli, Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità.

Per partecipare si prega di compilare il form online.

Fonte: UNAR

Si è tenuto oggi al Ministero degli affari esteri il Meeting europeo dei focal point nazionali responsabili per le politiche di prevenzione e contrasto della discriminazione di cui sono vittime le persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali). L’incontro è stato organizzato dal Comitato diritti umani del Ministero degli esteri in collaborazione con l’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La protezione dei diritti Lgbt è parte della tutela dei diritti umani, ha sottolineato il Sottosegretario Della Vedova in apertura del Meeting europeo, ricordando la risoluzione approvata dal Consiglio dei diritti umani dalle Nazioni Unite nel settembre scorso. Una delle buone pratiche italiane presentate è stata illustrata da Ilda Curti, assessore del Comune di Torino e coordinatrice della Rete RE.A.DY, che riunisce Comuni, Province e Regioni in prima fila contro la discriminazione nei confronti delle persone Lgbti. La Rete sta supportando l’UNAR nella attuazione della Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere 2013 – 2015.

Curti ha dichiarato: “solo lavorando a livello locale riusciamo a raggiungere le vittime della discriminazione in prossimità territoriale, a raccogliere le istanze e portarle al Governo per chiedere un legislazione che sia idonea e al passo coi tempi”.

“Grazie alla collaborazione con la Rete degli enti locali ” – ha dichiarato Marco De Giorgi, direttore dell’ UNAR – “cerchiamo anche di favorire l’emersione dei casi di discriminazione che restano in gran parte nel sommerso, perché le vittime hanno paura a denunciare chi le discrimina, molesta o violenta per via del loro orientamento sessuale”.

Il Meeting è stato concluso dal Sottosegretario Scalfarotto, che ha partecipato giovedì scorso all’Equality Summit europeo nel corso del quale è stato presentato il testo della Dichiarazione di Roma “Uguaglianza e non Discriminazione” e annunciata la prossima legislazione in materia di unioni civili.

Fonte: UNAR

L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e Telecom Italia insieme per la realizzazione del video “Perché sei diverso?”. E’ stato presentato nel corso del Summit europeo sull’uguaglianza, che si è concluso venerdì scorso a Roma, il video realizzato congiuntamente per promuovere una campagna nazionale sulla promozione della diversità nei luoghi di lavoro.

”Al centro della campagna l’inclusione e la valorizzazione di tutte le diversità” – ha affermato Marco De Giorgi, direttore generale dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri – “perché ogni persona, in qualunque contesto, possa sentirsi libera di esprimersi, di mettere in circolo tutte le sue energie, senza preoccuparsi di proteggersi o nascondersi per i propri aspetti identitari”.

Il video vede la partecipazione di 7 persone di Telecom Italia che dal 2009 fanno parte del “Diversity Board” aziendale, rappresentativo di tutte le diversità, ed e’ stato realizzato da Telecom Italia in collaborazione con l’UNAR.

Fonte: UNAR

E' stato presento oggi pomeriggio a Roma, presso il Villaggio Antidiscriminazione allestito dall'UNAR in occasione dell'iniziativa europea “Shaping the future of Equality policies in the EU” , il Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazione, istituito dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e gestito in collaborazione dal Consiglio Nazionale Forense e dall’UNAR.

Il Fondo - che ha una dotazione pari a 200.000 euro - consente alle vittime di discriminazione per motivi di razza o origine etnica, religione, convinzioni personali, età, disabilità, orientamento sessuale e identità di  genere, di accedere alla tutela giurisdizionale grazie all'anticipazione delle spese legali che saranno restituite, attraverso un meccanismo di rotazione, in caso di sentenza favorevole.

Le domande, che potranno essere presentate anche dalle associazioni titolari della legittimazione processuale (non più di tre nel corso dell’anno), dovranno essere inoltrate al Consiglio Nazionale Forense. Un comitato di gestione paritetico deciderà sull’assegnazione del beneficio. Non può accedervi chi già gode del patrocinio a spese dello Stato.

Il Regolamento, la brochure di presentazione e il fac simile della domanda di ammissione al Fondo sono pubblicati sui siti dell'UNAR e del Consiglio Nazionale Forense.