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Domenica 15 marzo alle ore 11 in Piazza Solferino a Torino, presso il mercato di Coldiretti "Campagna Amica", Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Coldiretti Torino presentano alla cittadinanza e ai/alle giornalisti/e le iniziative locali della Settimana d’Azione contro il razzismo.

Partecipano gli assessori della Regione Piemonte Monica Cerutti e Giorgio Ferrero, l’assessora della Città di Torino Ilda Curti, un/una rappresentante della Città Metropolitana di Torino, il presidente di Coldiretti Torino Fabrizio Galliati e il direttore di Coldiretti Torino Michele Mellano.

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“Accendi la mente, spegni i pregiudizi” è lo slogan della campagna per la XI Settimana d’azione contro il razzismo, in programma dal 16 al 22 marzo, organizzata dall’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con ANCI.

Durante una conferenza stampa che si è svolta oggi presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Sottosegretario Graziano Delrio ha affermato: “La Presidenza del Consiglio, grazie all’impegno dell’UNAR, presso il dipartimento per le Pari Opportunità, mantiene un faro acceso per contrastare discriminazioni e razzismo. La felice collaborazione che oggi presentiamo per la Settimana contro il razzismo ci consente di coinvolgere molte realtà, città, scuole, mondo sportivo, potenziando l’efficacia del messaggio di convivenza che vogliamo sottolineare”.

“Abbiamo voluto puntare sulle città, grazie alla collaborazione di ANCI, per portare l’antirazzismo nelle piazze, così come nelle scuole, sul web, sui mezzi di trasporto, tutti luoghi nei quali si possa favorire l’incontro e il dialogo per superare diffidenze e paure”, ha dichiarato Franca Biondelli, Sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega alla integrazione, che ha illustrato il fitto programma di iniziative della Settimana.

‘’L’Italia – ha affermato il Presidente dell’ANCI Piero Fassino – è composta per il 10% di cittadini di origine straniera. Il dato con cui confrontarci è questo. Decidere se governare questo epocale processo di mutamento sociale, frenando le pulsioni di chiusura di cui il razzismo è solo la punta dell’iceberg, è invece una scelta che siamo portati a compiere tutti. Dai singoli cittadini, alla scuola, dai Comuni al Parlamento. Ognuno deve fare la sua parte, perché anche su questi aspetti, a forte valenza simbolica, si gioca il livello di civiltà di un Paese e della sua comunità’’.

Fra le varie iniziative, sarà indetto un Concorso tra tutti i Comuni che, sollecitati dall’ANCI, potranno concorrere per un premio di diecimila euro che sarà assegnato al Comune che organizzerà l’iniziativa più originale, in grado di stimolare un approccio interculturale e un’attitudine all’accoglienza. Nell’ambito della Settimana, inoltre, ogni Consiglio Comunale che ha aderito alla campagna celebrerà la cerimonia simbolica del conferimento della cittadinanza onoraria a tutti i bambini e ragazzi nati da genitori non italiani e residenti nei territori.

Per il 2015, Reggio Calabria è stata scelta come capitale anti-razzista d’Italia, e sarà il cuore delle iniziative. È a Reggio, infatti, che si celebrerà, con la partecipazione di centinaia di associazioni e ONG, l’evento centrale del 21 marzo, Giornata mondiale contro il razzismo, indetta dalla Nazioni Unite in ricordo del massacro del 1960 avvenuto a Sharpeville in Sudafrica, una delle pagine più sanguinose dell’Apartheid. A Reggio, Giulio Rosk Gebbia, street artista italiano di fama internazionale, con il coinvolgimento dei giovani del quartiere Gebbione ideerà e realizzerà un murales anti-razzista come opera permanente per una città interculturale.

In prima fila anche le scuole che parteciperanno al concorso “Mettiti nei miei panni”, ispirato all’omonimo gioco www.giocaneimieipanni.it. Gli studenti dovranno narrare in prima persona con video, immagini parole, la vita di cittadini stranieri residenti in Italia. Grazie al racconto “in soggettiva” le vite degli altri diventeranno “le proprie vite”. Nasceranno narrazioni nuove che vedranno i ragazzi italiani dire ad esempio “sono Fatima”, “sono Zang”, e descrivere gioie e dolori, esclusioni e successi di ragazze e ragazzi percepiti non più come “stranieri”.

Massima attenzione sarà data al mondo dei giovani e al web perché “i dati statistici 2014 sulla discriminazione, dei quali si dà oggi una anticipazione, attestano che più del 30 per cento dell’“hate speech”, il cosiddetto discorso di odio, viaggia online ed è questa la frontiera più difficile da contrastare”, come ha affermato Marco De Giorgi, Direttore dell’UNAR. Con la Settimana, al via anche un web festival, con una piattaforma online di film tematici messi a disposizione del pubblico, e l’iniziativa sui social network denominata “Non sono razzista ma…”, per svelare le false informazioni sul fenomeno della immigrazione.

Anche il mondo dello sport ha aderito alla Campagna attraverso l’impegno dell’AIC, Associazione Italiana Calciatori, rappresentata dal Consigliere Simone Perrotta, testimonial della Settimana, in occasione della quale alcuni capitani della Serie A maschile e della Serie A1 femminile indosseranno la maglia.

Lo spot della Presidenza del consiglio “Accendi la mente, spegni i pregiudizi” verrà mandato in onda sulle reti Rai dal 16 al 22 marzo. Le Ferrovie dello Stato diffonderanno un secondo spot sul valore delle differenze in spazi dedicati all’interno delle carrozze dei treni. Lo stesso ATAC Roma farà per i mezzi di trasporto della Capitale.

“Il sostegno al progetto DyMove – DiversitY on the MOVE testimonia come per Ferrovie dello Stato Italiane l’attenzione alle problematiche sociali, al mondo della solidarietà e l’impegno civile siano un punto fermo nelle politiche aziendali, principi sui quali si dovrebbe fondare il rapporto tra servizio per i cittadini e rispetto per la comunità”, ha dichiarato Michele Mario Elia, Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane.

“Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa dell’ UNAR, con cui ATAC collabora sin dal 2012 – ha sottolineato Roberto Grappelli, Presidente di ATAC – e credo sia assolutamente coerente con la missione di servizio pubblico, che ATAC svolge ogni giorno, impegnare l’azienda contro ogni forma di discriminazione, visto che il trasporto pubblico, per sua vocazione, è un luogo di incontro di culture molto diverse fra loro. Sono certo perciò che anche in futuro lavoreremo insieme promuovendo iniziative di sensibilizzazione e comunicazione, con l’obiettivo di prevenire e contrastare ogni fenomeno discriminatorio”.

Dalla Sicilia al Veneto al Piemonte sono tantissimi i Comuni che hanno aderito alla Campagna, cosi come le scuole e le associazioni.

Per ulteriori informazioni www.unar.it/settimanacontroilrazzismo.

Fonte: UNAR

L’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia la campagna informativa “Spegni le discriminazioni, accendi i diritti” volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del contrasto alla discriminazione e a favorire la conoscenza da parte delle vittime e dei testimoni di discriminazioni degli strumenti di tutela esistenti. La campagna mira a divulgare il servizio offerto dal Contact Center Unar che, attraverso il numero verde 800901010 ed il sito www.unar.it, raccoglie denunce e segnalazioni da parte di vittime o testimoni di discriminazioni per origine etnica, età, credo religioso o convinzioni personali, disabilità, orientamento sessuale e/o identità di genere.

In un momento in cui si discute molto di dialogo interculturale e rispetto delle differenze, il messaggio chiave della campagna è che discriminare è vietato e che, per questo, il Contact center dell’UNAR costituisce un presidio di garanzia ed uno strumento efficace per favorire l’emersione e la rimozione delle discriminazioni.

Secondo don Raffaele Roffino, il parroco di Rivarolo, l'articolo sull'omosessualità della professoressa Cristina Zaccanti pubblicato sul bollettino parrocchiale sarebbe dovuto servire a "stimolare la discussione e il confronto". Dalla diocesi avevano fatto sapere che se fossero arrivati altri articoli sul tema, anche in risposta a quello della Zaccanti, lo avrebbero pubblicato.

Il Centro di Coordinamento regionale contro le Discriminazioni si è attivato e ha preparato una lettera di risposta che abbiamo inviato a don Roffino a metà novembre circa: "Ci tocca dover constatare che sul bollettino parrocchiale di Rivarolo del natale 2014 non è stata pubblicata la nostra lettera. In buona fede ci eravamo illusi che ci fosse veramente uno spiraglio per la discussione e il dialogo, tutto questo in nome del bene di tutti coloro che chiedono di vedere riconosciuti i loro diritti" - ha dichiarato l'assessora della Regione Piemonte con delega ai Diritti Civili Monica Cerutti.

Il tribunale di Roma ha condannato a un anno e tre mesi Fabio Rainieri, ex parlamentare della Lega Nord e attuale vicepresidente dell'assemblea legislativa emiliano-romagnola, per la pubblicazione sul proprio profilo Facebook di una foto dell'allora ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge, con il volto ritoccato in modo da apparire una scimmia. Il leghista era imputato di diffamazione con l'aggravante della discriminazione razziale. I giudici hanno anche condannato Rainieri a un risarcimento: dovrà versare all'europarlamentare modenese 150 mila euro.

“Non è satira”, ha commentato la notizia della condanna Cécile Kyenge. “Loro non attaccavano la mia attività politica in quel momento, ma accomunavano i neri, non soltanto Cécile, alle scimmie”. “Quando ci sono questi reati a sfondo razziale è giusto che qualcuno si faccia avanti” ha aggiunto Kyenge, sottolineando come il razzismo non riguardi solo lei ma “intere generazioni di persone che non possono avere la scorta”, come invece fu deciso allora per la parlamentare, che continua a subire attacchi razzisti.

Sul suo profilo Facebook l’ex ministro ha scritto: “Caro Matteo Salvini, dire che i neri sono animali non è satira, è reato! Ed è per questo che ne rispondete in tribunale, come in ogni stato civile. Comunque non si preoccupi la Lega Nord, la pena è sospesa“.

La capogruppo del M5S alla regione Emilia Romagna Giulia Gibertoni ha chiesto che, dopo questa condanna, Rainieri si dimetta dal suo incarico istituzionale.

Fonte: Unar

La Corte d’Appello di Torino ha ordinato la trascrizione del certificato di nascita di un bambino nato da due donne in Spagna. Una “storica decisione” la definisce il portale di studi giuridici sulla famiglia e l’identità di genere Articolo29.it, che commenta oggi la notizia: “Nella specie una donna italiana ed una spagnola avevano avuto un bambino a Barcellona: la donna italiana aveva trasferito il proprio ovulo alla spagnola che, dopo fecondazione con seme proveniente da un donatore, aveva portato a termine la gravidanza. La Corte ha sancito che il bambino, dunque, è figlio di due madri anche per la legge italiana. Si tratta del primo caso per il nostro Paese: in agosto il Tribunale per i minori di Roma aveva consentito ad una co-madre di adottare il figlio della compagna, oggi vi è un passo avanti col riconoscimento della doppia maternità sin dalla nascita. La Corte ha ribaltato la decisione del tribunale di primo grado che aveva ritenuto la contrarietà della trascrizione all’ordine pubblico, poiché ha ritenuto che nella specie vi è il preminente interesse del minore a mantenere uno stabile rapporto con entrambe le madri. L’interesse del bambino deve essere riconosciuto a maggior ragione tenuto conto che le due donne, sposate in Spagna, sono attualmente divorziate e che senza la trascrizione dell’atto di nascita il bambino, affidato dal Tribunale di Barcellona ad entrambe le madri,non sarebbe italiano e non potrebbe venire in Italia con la mamma italiana”. Fonte: Unar

Il divieto di discriminazione è posto a tutela della dignità umana e chi agisce per farlo valere non deve mai essere esposto al rischio di subire una vendetta o un danno, anche solo di immagine. Lo ha affermato il Tribunale di Vercelli che ha condannato l’ amministrazione di Varallo e i due politici Gianluca Buonanno e Eraldo Botta a risarcire il danno morale a due cittadini.

La vicenda conclusa oggi con la Ordinanza del Tribunale di Vercelli (giudice dott. Giuseppe Fiengo) viene da lontano e con alcuni grandi cartelli fatti affiggere dall’allora sindaco Buonanno all’ingresso del Comune di Varallo recanti il “divieto di accesso” per i “vu ‘cumpra’ ” e per chi indossa il burqa.

Dopo aver tentato – nel corso di 5 anni – di convincere il sindaco alla rimozione e dopo aver richiesto inutilmente l’intervento di varie autorità, quattro cittadini unitamente all’ASGI, con gli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, hanno agito davanti al Tribunale di Torino, presentando un ricorso per discriminazione.

Il Comune ha rimosso i cartelli solo il giorno prima dell’udienza e il Tribunale ha riconosciuto il loro carattere “gravemente discriminatorio”, ritenendo però che solo ASGI (e non i quattro cittadini) avessero diritto di agire in giudizio.

A questo punto Gianluca Buonanno, il sindaco Eraldo Botta e il Comune di Varallo hanno tappezzato la città con manifesti, ove i due politici – con espressione “ridente e strafottente”- come afferma l’ordinanza, accusavano i quattro cittadini, indicati per nome e cognome, di essere “suonatori suonati” e di aver tolto alla collettività denaro che poteva essere utilizzato per “aiuti sociali alle persone in difficoltà”.