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Da oggi è possibile chiedere l’attivazione di uno o più laboratori informativi sui diritti e le discriminazioni rivolti a cittadini e cittadine dei Paesi Terzi, organizzati nell’ambito del progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni” (capofila: Regione Piemonte, partner: IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP – Comitato di Torino).
Le associazioni, gli enti, le scuole e le organizzazioni interessate potranno prenotare i laboratori per i propri e le proprie utenti presso la sede che verrà da loro stessi indicata: una figura esperta e un facilitatore/mediatore si recheranno in loco ad erogare l’attività. I laboratori possono essere scelti all’interno dell’ampio catalogo predisposto, scaricabile a fondo pagina insieme alla scheda di prenotazione.
L’attività viene erogata dai partner del progetto Casa di Carità Arti e Mestieri ed En.AIP Piemonte, e si svolgerà nel periodo aprile-novembre 2017.

La Regione Piemonte lancia il Concorso di idee “Dalle discriminazioni ai diritti”, nell’ambito del progetto “Piemonte contro le discriminazioni” finanziato dal FAMI 2014-2020. Il concorso, gestito da EnAIP Piemonte, è rivolto a tutti i/le partecipanti dei corsi di formazione professionale (a.f. 2016-2017) delle agenzie formative piemontesi. Obiettivo dell’iniziativa è innescare nei corsi un percorso partecipato di riflessione sul tema del contrasto delle discriminazioni razziali, che possa generare la produzione di materiali di comunicazione per una “campagna di sensibilizzazione” diffusa, promossa a livello regionale nel 2017.

È stato ufficialmente avviato oggi il Progetto “Piemonte contro le discriminazioni”, finanziato dal Ministero dell’Interno con risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) dell’Unione Europea.
Il Progetto, di cui è titolare la Regione Piemonte in partenariato con IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP - Comitato di Torino, intende favorire la promozione della parità di trattamento e la prevenzione delle discriminazioni razziali nei confronti dei cittadini e delle cittadine dei Paesi Terzi.

Entra oggi in vigore la Legge regionale n. 5 del 23 marzo 2016Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”, adottata dal Consiglio regionale su proposta dell'Assessora Monica Cerutti. Con tale strumento, la Regione Piemonte si dota di una legge quadro che fissa le norme generali in materia. Come previsto dall’articolo 18, entro sei mesi verranno emanati i regolamenti attuativi, che renderanno operativi i principi generali ispiratori della legge.

La legge, composta da 19 articoli, fissa alcuni criteri generali che si riferiscono alla parità di trattamento tra le persone e al divieto di ogni forma di discriminazione nelle materie di competenza regionale, e in particolare: salute, prestazioni sanitarie, politiche sociali, diritto alla casa, formazione professionale, istruzione, lavoro, attività sportive, ricreative, culturali, trasporti, comunicazione, parità di accesso alle cariche elettive.

"Lunedì prossimo durante la riunione con i Presidenti di Provincia piemontesi proporrò il rinnovo del protocollo d'intesa che ha permesso la costituzione della Rete regionale contro le discriminazioni e che è in scadenza a fine mese. In questi anni il Gruppo di lavoro del Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte ha fatto un buon lavoro ed è nostro compito valorizzare e premiare i suoi sforzi" - con un gesto concreto l'assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti ha voluto celebrare nella nostra regione la Giornata internazionale dei diritti umani.

La Rete regionale contro le discriminazioni nasce alla fine del 2011 quando viene sottoscritto il protocollo d'intesa tra la Regione e le Province piemontesi, le quali diventano i soggetti chiave con i quali agire per l'attivazione dei Nodi antidiscriminazioni. La Rete agisce nei casi di discriminazione di genere, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale. Tutto ciò si inserisce in un contesto più ampio che è quello della costituzione della Rete nazionale Antidiscriminazioni promossa dall'UNAR.

Ogni Nodo provinciale opera in accordo con il Centro regionale contro le discriminazioni e ha il compito di accogliere, orientare e prendere in carico le vittime di discriminazione; costruire e coordinare la Rete territoriale di Antenne; monitorare il fenomeno; informare e sensibilizzare il territorio di riferimento. I risultati di questo lavoro sono messi in evidenza dal report effettuato grazie alla piattaforma UNAR.

Nel periodo tra l'aprile del 2013 e il luglio di quest'anno la Rete regionale ha gestito e sta gestendo un totale di 93 casi di cui 27 nella provincia di Torino, 15 in quella di Alessandria, 9 in quella di Asti, 2 in quella di Biella, 3 in quella di Cuneo, 11 in quella di Novara, 6 nel VCO e 19 in quella di Vercelli. Un caso è stato affidato al Centro. Sempre secondo i dati fornitici dall'UNAR, dei 93 casi accolti dalla Rete regionale, 62 si sono dimostrati pertinenti, ovvero effettivi casi di discriminazione, mentre 14 casi si sono rivelati richieste di assistenza e aiuto di diversa natura e in 17 casi la natura discriminatoria della segnalazione è ancora dubbia e in fase di valutazione da parte delle operatrici dei Nodi.

Oggi presso l'assessorato ai Diritti della Regione Piemonte si è tenuto il convegno organizzato dalla Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte dal titolo "Le Regioni italiane a confronto: insieme contro le discriminazioni". Un momento di confronto sui vari percorsi messi in atto e per fare sistema contro tutte le discriminazioni.

"Anche i media contribuiscono alla crescita delle discriminazioni perché cavalcano facili malpancismi. Guardando la tv sembra che i problemi principali del nostro Paese siano Rom e migranti. Il nostro obiettivo come Regione Piemonte è quello di comprendere come il lavoro che stiamo facendo contro le discriminazioni possa essere realizzato e proiettato verso il futuro" - ha dichiarato Monica Cerutti, assessora ai Diritti della Regione Piemonte.

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Si terrà il 15 aprile a Torino, dalle ore 9.30 alle ore 17, il Convegno nazionale "Le Regioni italiane a confronto: insieme contro le discriminazioni". L'incontro, che sarà aperto al pubblico fino all'esaurimento dei posti disponibili, si svolgerà presso la Sala multimediale della Regione Piemonte, in Corso Regina Margherita, 174.

Il Convegno conclude il Progetto Interregionale-transnazionale POR FSE “Rafforzamento della rete per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni”, coordinato dalla Regione Piemonte con l'assistenza tecnica di Tecnostruttura, che si è svolto nel corso del 2014. Al Progetto hanno preso parte l'UNAR (Ufficio Nazionale Anti-Discriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e le Regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Lazio, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. Il progetto ha permesso di lavorare al potenziamento della rete dei Centri di coordinamento/Osservatori contro le discriminazioni costituiti dalle Regioni aderenti, attraverso l’elaborazione di un linguaggio, di strumenti e di procedure condivisi e uniformi in tema di politiche e interventi di contrasto delle discriminazioni. L’ambito di azione comprende le discriminazioni fondate su genere, orientamento sessuale, origine etnica, nazionalità, età, condizioni di disabilità, religione, con particolare attenzione alle discriminazioni multiple.