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Nell’ambito del progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni” (capofila: Regione Piemonte, partner: IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP – Comitato di Torino), sono organizzati Laboratori di aggiornamento sulla promozione di una cultura di prevenzione e contrasto delle discriminazioni rivolti ad operatrici e operatori pubblici che entrano in contatto con cittadine e cittadini stranieri.

Può partecipare ai laboratori esclusivamente il personale delle Pubbliche Amministrazioni piemontesi e quello di soggetti privati che gestiscono servizi pubblici in convenzione con una Pubblica Amministrazione piemontese.

Ad un anno dall’entrata in vigore della legge regionale contro le discriminazioni (legge n. 5/2016) e in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della discriminazione razziale, la Regione Piemonte e l’OSCAD - Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori promuovono l’incontro

COMBATTERE L’ODIO E LE DISCRIMINAZIONI

L’IMPEGNO DI REGIONE PIEMONTE E OSCAD CONTRO I CRIMINI E I DISCORSI D’ODIO

GIOVEDI’ 23 MARZO 2017, ORE 10-13.30, TORINO

presso REGIONE PIEMONTE, CORSO REGINA MARGHERITA 174, SALA MULTIMEDIALE

Da oggi è possibile chiedere l’attivazione di uno o più laboratori informativi sui diritti e le discriminazioni rivolti a cittadini e cittadine dei Paesi Terzi, organizzati nell’ambito del progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni” (capofila: Regione Piemonte, partner: IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP – Comitato di Torino).
Le associazioni, gli enti, le scuole e le organizzazioni interessate potranno prenotare i laboratori per i propri e le proprie utenti presso la sede che verrà da loro stessi indicata: una figura esperta e un facilitatore/mediatore si recheranno in loco ad erogare l’attività. I laboratori possono essere scelti all’interno dell’ampio catalogo predisposto, scaricabile a fondo pagina insieme alla scheda di prenotazione.
L’attività viene erogata dai partner del progetto Casa di Carità Arti e Mestieri ed En.AIP Piemonte, e si svolgerà nel periodo aprile-novembre 2017.

La Regione Piemonte lancia il Concorso di idee “Dalle discriminazioni ai diritti”, nell’ambito del progetto “Piemonte contro le discriminazioni” finanziato dal FAMI 2014-2020. Il concorso, gestito da EnAIP Piemonte, è rivolto a tutti i/le partecipanti dei corsi di formazione professionale (a.f. 2016-2017) delle agenzie formative piemontesi. Obiettivo dell’iniziativa è innescare nei corsi un percorso partecipato di riflessione sul tema del contrasto delle discriminazioni razziali, che possa generare la produzione di materiali di comunicazione per una “campagna di sensibilizzazione” diffusa, promossa a livello regionale nel 2017.

È stato ufficialmente avviato oggi il Progetto “Piemonte contro le discriminazioni”, finanziato dal Ministero dell’Interno con risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) dell’Unione Europea.
Il Progetto, di cui è titolare la Regione Piemonte in partenariato con IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP - Comitato di Torino, intende favorire la promozione della parità di trattamento e la prevenzione delle discriminazioni razziali nei confronti dei cittadini e delle cittadine dei Paesi Terzi.

Entra oggi in vigore la Legge regionale n. 5 del 23 marzo 2016Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”, adottata dal Consiglio regionale su proposta dell'Assessora Monica Cerutti. Con tale strumento, la Regione Piemonte si dota di una legge quadro che fissa le norme generali in materia. Come previsto dall’articolo 18, entro sei mesi verranno emanati i regolamenti attuativi, che renderanno operativi i principi generali ispiratori della legge.

La legge, composta da 19 articoli, fissa alcuni criteri generali che si riferiscono alla parità di trattamento tra le persone e al divieto di ogni forma di discriminazione nelle materie di competenza regionale, e in particolare: salute, prestazioni sanitarie, politiche sociali, diritto alla casa, formazione professionale, istruzione, lavoro, attività sportive, ricreative, culturali, trasporti, comunicazione, parità di accesso alle cariche elettive.

"Lunedì prossimo durante la riunione con i Presidenti di Provincia piemontesi proporrò il rinnovo del protocollo d'intesa che ha permesso la costituzione della Rete regionale contro le discriminazioni e che è in scadenza a fine mese. In questi anni il Gruppo di lavoro del Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte ha fatto un buon lavoro ed è nostro compito valorizzare e premiare i suoi sforzi" - con un gesto concreto l'assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti ha voluto celebrare nella nostra regione la Giornata internazionale dei diritti umani.

La Rete regionale contro le discriminazioni nasce alla fine del 2011 quando viene sottoscritto il protocollo d'intesa tra la Regione e le Province piemontesi, le quali diventano i soggetti chiave con i quali agire per l'attivazione dei Nodi antidiscriminazioni. La Rete agisce nei casi di discriminazione di genere, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale. Tutto ciò si inserisce in un contesto più ampio che è quello della costituzione della Rete nazionale Antidiscriminazioni promossa dall'UNAR.

Ogni Nodo provinciale opera in accordo con il Centro regionale contro le discriminazioni e ha il compito di accogliere, orientare e prendere in carico le vittime di discriminazione; costruire e coordinare la Rete territoriale di Antenne; monitorare il fenomeno; informare e sensibilizzare il territorio di riferimento. I risultati di questo lavoro sono messi in evidenza dal report effettuato grazie alla piattaforma UNAR.

Nel periodo tra l'aprile del 2013 e il luglio di quest'anno la Rete regionale ha gestito e sta gestendo un totale di 93 casi di cui 27 nella provincia di Torino, 15 in quella di Alessandria, 9 in quella di Asti, 2 in quella di Biella, 3 in quella di Cuneo, 11 in quella di Novara, 6 nel VCO e 19 in quella di Vercelli. Un caso è stato affidato al Centro. Sempre secondo i dati fornitici dall'UNAR, dei 93 casi accolti dalla Rete regionale, 62 si sono dimostrati pertinenti, ovvero effettivi casi di discriminazione, mentre 14 casi si sono rivelati richieste di assistenza e aiuto di diversa natura e in 17 casi la natura discriminatoria della segnalazione è ancora dubbia e in fase di valutazione da parte delle operatrici dei Nodi.