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Con la partecipazione delle Assessore regionali all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale, Gianna Pentenero, e alle Politiche giovanili, Pari opportunità e Diritti civili, Monica Cerutti, è stato presentato oggi il prodotto crossmediale “CLIP & TAG” – spunti, riflessioni, link per discutere e capire insieme.

Si tratta di uno strumento di comunicazione che unisce in continuità video, stampati e comunicazione personale per discutere e approfondire in aula il tema delle discriminazioni. Il prodotto, destinato agli allievi e alle allieve in obbligo di istruzione della Formazione professionale, è stato realizzato da Enaip Piemonte nell’ambito del Progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni”.

Il titolo “Clip & Tag” riassume lo spirito con cui è stato pensato e realizzato il progetto di comunicazione cross mediale: si guarda il videoCLIP per entrare in modo immediato nell’argomento, quindi si continua attraverso gli spunti di questa pubblicazione per collegarsi e aprire l’approfondimento sul tema (insomma:“TAGgando” la discussione).

La brochure, che è stata e sarà ancora distribuita alle Agenzie per la formazione professionale in Piemonte, può essere scaricata qui in formato pdf.

Per visualizzare i video sul canale youtube di Enaip Piemonte, cliccate qui.

La Regione Piemonte vanta un impegno ormai decennale nella prevenzione e nel contrasto di ogni forma di discriminazione e nell’assistenza alle vittime, cominciato nel “2007 - Anno europeo delle pari opportunità per tutte e tutti”. Nella sua attività, la Regione ha costantemente collaborato con l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, con gli organismi di parità e garanzia regionali e nazionali e con gli enti locali piemontesi. Inoltre, si è sempre avvalsa dell’assistenza tecnico-scientifica di IRES Piemonte.
L’attività antidiscriminatoria della Regione è progressivamente cresciuta, sia per la rilevanza e la capillarità delle azioni condotte, sia per il graduale ampliamento degli ambiti di intervento, sia – infine – per l’adozione di basi normative sempre più solide. Tale processo è culminato nell’approvazione della Legge regionale n. 5 del 23 marzo 2016 (“Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”) e dei successivi provvedimenti esecutivi.
La legge dà attuazione all’art. 21 dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e all’art. 3 della Costituzione italiana, e copre le seguenti cause di possibile discriminazione: nazionalità, sesso, colore della pelle, ascendenza od origine nazionale, etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età, orientamento sessuale e identità di genere, ed ogni altra condizione personale o sociale.
La L.R. n. 5/2016 individua le aree prioritarie di intervento per le politiche regionali e prevede un complesso di azioni positive per il superamento di situazioni discriminatorie. Inoltre stabilisce strumenti concreti per l’azione antidiscriminatoria, quali:
a) il Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte;
b) la Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte;
c) il Piano triennale contro le discriminazioni approvato dalla Giunta regionale;
d) il Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazioni;
e) l’estensione delle competenze del Corecom, del Difensore Civico e del Garante dei Detenuti in materia antidiscriminatoria.
Per l’animazione della Rete regionale contro le discriminazioni e per favorire la sinergia con altre Regioni, con gli organismi di parità e garanzia e con le organizzazioni non profit attive in ambito antidiscriminatorio, la Regione Piemonte realizza progetti specifici con partner pubblici e privati.
Da ultimo, la Regione ha promosso il Progetto “Piemonte contro le discriminazioni”, di cui è titolare in partenariato con IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP Comitato di Torino, finanziato dal Ministero dell’Interno con risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI, 2014-2020) dell’Unione Europea. Il Progetto ha come obiettivo generale la promozione della parità di trattamento e la prevenzione delle discriminazioni razziali nei confronti dei cittadini e delle cittadine dei Paesi Terzi, e si concluderà il 31 marzo 2018.

Attraverso l’azione di monitoraggio della stampa locale, il Centro Regionale contro le discriminazioni in Piemonte rileva episodi discriminatori avvenuti sul territorio e non segnalati dai diretti interessati ed eventuali violazioni della Carta di Roma e di altre linee-guida che mirano ad orientare la pratica giornalistica in senso antidiscriminatorio.

L’attività di monitoraggio viene condotta attraverso il portale della Regione Piemonte “Mentelocale”, che raccoglie l’archivio completo di 71 testate piemontesi d’informazione locale. Il sito consente di consultare le edizioni complete trascorsi 5 giorni dalla data di uscita in edicola, e di svolgere all’interno dell’archivio ricerche per parola-chiave, testata e arco cronologico.

Nel corso del 2013 l’indagine è stata condotta, a livello sperimentale, con il contributo di quattro stagiste/i dell’Università degli studi di Torino. Grazie alla sperimentazione, che ha coperto il periodo 1 gennaio-31 maggio 2013, è stato definito con precisione il metodo della ricerca, e sono stati individuati e analizzati i casi di discriminazione (con particolare attenzione per le discriminazioni multiple), le azioni positive contro le discriminazioni attuate da amministrazioni pubbliche e soggetti non profit e gli episodi di violenza con matrice discriminatoria avvenuti nel territorio piemontese. La ricerca si è inoltre concentrata sui casi di uso discriminatorio e stereotipato del linguaggio da parte degli operatori dell’informazione.

Il Centro sta lavorando per istituzionalizzare la collaborazione con l’Ateneo torinese, al fine di giungere ad un monitoraggio permanente e in tempo reale del fenomeno.

 

Nel periodo gennaio 2014-aprile 2015 si è svolto il progetto interregionale transnazionale POR FSE “Rafforzamento della rete per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni”.

Proposto dalla Regione Piemonte, che lo ha coordinato in qualità di capofila con l’assistenza tecnica di Tecnostruttura, il progetto ha visto la partecipazione dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e delle Regioni Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia e Sicilia.

L’ambito di azione del progetto ha riguardato le discriminazioni fondate su genere, orientamento sessuale, origine etnica, nazionalità, età, condizioni di disabilità, religione, con particolare attenzione alle discriminazioni multiple.

Finalità del progetto, articolato in 5 azioni, è stato il potenziamento della rete dei Centri di coordinamento/Osservatori contro le discriminazioni costituiti dalle Regioni aderenti, attraverso l’elaborazione di un linguaggio, di strumenti e di procedure condivisi e uniformi in tema di politiche e interventi di contrasto alle discriminazioni.

In particolare l’azione 1, coordinata dall’UNAR, è stata dedicata all’elaborazione di un glossario comune: l’esperienza decennale di accoglimento delle segnalazioni di discriminazione e di elaborazione di procedure, mirate alla rimozione delle cause che ne stanno all’origine, ha contribuito a formare una sorta di linguaggio comune utilizzato dagli operatori a livello centrale e locale. Tale patrimonio è stato consolidato al fine di poterlo condividere con tutti coloro che entreranno a far parte della Rete antidiscriminazione.

Le azioni 2 e 3, coordinate dalla Regione Piemonte, sono state gestite congiuntamente e dedicate alla definizione di livelli essenziali e uniformi per la presa in carico dei casi e la raccolta di dati statistici omogenei e comparabili. Il Contact Center dell’UNAR ha da tempo attivato una piattaforma informatica che permette agli operatori di registrare le segnalazioni pervenute e tutte le successive azioni intraprese per la gestione dei casi e costituisce uno strumento utile anche ai fini della rilevazione di dati e statistiche sui casi di discriminazione. Con l’attivazione delle Reti territoriali, le strutture che ne fanno parte (Nodi, Centri, Antenne o Sportelli) vengono via via connesse alla piattaforma in modo tale che possano operare su di essa come gli operatori del Contact Center nazionale.

A partire dalle linee guida e analizzando l’esperienza concretamente maturata sui territori coinvolti nel progetto, il Gruppo di lavoro è pervenuto all’elaborazione di prassi e strumenti condivisi ed uniformi – a partire da quelli già in uso e nel rispetto delle specificità di ciascuna realtà regionale – utili all’azione di prevenzione delle discriminazioni, di presa in carico e di gestione dei casi, di raccolta e analisi dei dati.

L’azione sui dati ha inteso rispondere alla necessità di garantire da un lato che i soggetti aderenti alle Reti territoriali adottino una modalità di raccolta e analisi dei dati sui casi di discriminazione che sia uniforme, dall’altro che possano disporre di dati completi ed aggiornati sui casi avvenuti sul proprio territorio, siano essi seguiti dalla Rete o dal Contact Center nazionale.

L’azione 4 è stata dedicata alla formazione degli operatori delle reti territoriali impegnati nella prevenzione e nel contrasto delle discriminazioni, nell’assistenza alle vittime e nel monitoraggio del fenomeno. Il fine di questa azione è stato quello di individuare e garantire un livello di formazione uniforme, individuando uno o più percorsi strutturati.

Infine l’azione 5 è stata dedicata all’informazione e comunicazione capillare, finalizzata a far conoscere la Rete antidiscriminazioni agli operatori e a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione ai gruppi che potenzialmente sono maggiormente vittime di discriminazioni, anche attraverso approfondimenti da diffondere attraverso siti istituzionali e tematici.

29/10/2017

Formazione

FORMAZIONE

Percorso formativo dedicato alle discriminazioni fondate su orientamento sessuale e identità di genere, età e disabilità

Il percorso formativo tematico, promosso a Torino nel periodo ottobre-dicembre 2013 dal Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte in collaborazione con IRES Piemonte, è stato indirizzato a operatrici e operatori dei Nodi territoriali della Rete regionale contro le discriminazioni.

In subordine, ha coinvolto anche funzionari di uffici provinciali interessati alla materia, operatori di pubbliche amministrazioni attive sul territorio (ASL, Comuni, INPS, INAIL, Enti gestori dei servizi socio assistenziali, ecc.), responsabili di organizzazioni non profit attive nel settore antidiscriminatorio.

Il percorso è stato così articolato:

Primo incontro. Presentazione della Strategia nazionale LGBT dell’UNAR, in concomitanza con l’incontro nazionale della Rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), 28 ottobre 2013

MATERIALI

La RE.A.DY oggi, a cura del Servizio LGBT della Città di Torino

La Strategia nazionale LGBT, di Agnese Canevari, UNAR

Presentazione del Piano di dettaglio di esecuzione delle attività per la realizzazione della Strategia nazionale LGBT, a cura del Servizio LGBT della Città di Torino

 

Secondo incontro. Le discriminazioni motivate dall’età: le persone over 40, 7 novembre 2013

INTERVENTI

Inquadramento generale della normativa in materia antidiscriminatoria, con particolare riferimento all’età over 40, di Stefano Catalano, Università Statale di Milano

Esame di alcuni casi di discriminazione per età, di Giuseppe Zaffarano e Angela Marrella, Associazione Lavoro Over 40

MATERIALI

Lavoro over 40: professionalità per competere in un mondo che cambia, di Giuseppe Zaffarano e Angela Marrella

 

Terzo incontro. Le discriminazioni motivate dalla disabilità, con particolare riferimento all’inserimento lavorativo, 5 dicembre 2013

INTERVENTI

Inquadramento della normativa antidiscriminatoria relativa alla disabilità e approfondimento sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, di Gaetano De Luca, avvocato, esperto di diritto della disabilità

La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 luglio 2013 (Commissione Europea contro Repubblica Italiana), causa C-312/11, e le conseguenze sulla situazione italiana, di Antonio Caputo, Difensore Civico della Regione Piemonte

Tavola rotonda con:

Gaudenzio Como, responsabile Gruppo interarea sull’inserimento lavorativo dei disabili, Provincia di Torino

Giancarlo D’Errico, Presidente regionale ANFFAS (Associazione nazionale di Famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) e consigliere regionale FISH (Federazione italiana superamento dell’Handicap)

Vittorio Ghiotto, Presidente FAND Piemonte (Federazione Associazioni Nazionali Disabili)

MATERIALI

Inquadramento della normativa antidiscriminatoria, di Gaetano De Luca

Percorsi di formazione sull’azione antidiscriminatoria

Nella prima metà del 2012 sono stati sviluppati due percorsi formativi: un percorso base di tipo tecnico-nozionistico ed uno dedicato alla mediazione dei conflitti.

Entrambi si sono svolti a Torino, e hanno visto la partecipazione delle/dei referenti degli 8 Nodi territoriali della Rete regionale contro le discriminazioni, tutti funzionari pubblici delle 8 Province piemontesi, in qualche caso affiancati da collaboratori esterni.

Il primo percorso si è così articolato:

 

Prima giornata. Normativa e giurisprudenza antidiscriminatoria, 12 marzo 2012: docenti prof.ssa Mia Caielli e dott. Walter Citti

MATERIALI

Introduzione alla normativa italiana in materia di contrasto alle discriminazioni, di Walter Citti

La normativa antidiscriminatoria e la giurisprudenza a livello europeo e nazionale, di Mia Caielli

 

Seconda giornata. Gestione dei casi e funzionamento della piattaforma informatica UNAR, 15 marzo 2012: docenti dott. Paolo Ferrari e dott. Edoardo D’Angelo

MATERIALI

Sistema informativo integrato, di Edoardo D’Angelo

 

Terza giornata. Attività su pregiudizi, stereotipi e discriminazioni; analisi e progettazione delle attività della Rete Territoriale, 23 aprile 2012: docente dott.ssa Valeria Santostefano

MATERIALI

Attività della Rete Territoriale contro le Discriminazioni: Un’analisi, di Valeria Santostefano

 

Quarta giornata. Esercitazione pratica sull’utilizzo della piattaforma informatica UNAR – 7 giugno 2012: docente dott. Edoardo D’Angelo

 

Il secondo percorso dedicato alla mediazione dei conflitti si è svolto nei mesi di maggio e giugno 2012 ed è stato articolato in 8 giornate curate dalla docente dott.ssa Cristina Rowinski, nel corso delle quali sono stati affrontati i seguenti temi: Aspetti cognitivi ed emotivi alla base o implicati dal conflitto; Possibilità e criticità dell’accoglienza delle persone protagoniste di un conflitto; L’accoglienza come ascolto empatico delle persone protagoniste di un conflitto; Tecniche di de-escalation del conflitto; Modalità di gestione del conflitto; Gestione del conflitto in situazioni di discriminazione; La mediazione dei conflitti come confronto tra le parti.

 

Seminario conclusivo, 25 giugno 2012

PROGRAMMA

Percorso formativo “L’azione antidiscriminatoria: normativa, strumenti e lavoro di rete”

Proposto nella primavera del 2011, il percorso formativo è stato promosso da UNAR e Regione Piemonte, e realizzato con il supporto dell’IRES Piemonte. Ha coinvolto l’intero territorio regionale nell’ambito del progetto “Rete delle antenne territoriali per la prevenzione e il contrasto della discriminazione razziale” (finanziato su Fondi FEI).

Il percorso si è articolato in 2 incontri consecutivi che, per facilitare la più ampia partecipazione e copertura del territorio piemontese, sono stati replicati in 4 sedi, grazie alla collaborazione delle Province di Alessandria, Cuneo, Novara e Torino.

Beneficiari sono stati:

  • Operatori/operatrici e volontari/volontarie attivi in organizzazioni senza scopo di lucro impegnate contro le discriminazioni, per la parità e l’inclusione sociale
  • Funzionari/funzionarie pubblici in servizio presso uffici aventi un ruolo-chiave per la prevenzione e il contrasto alle discriminazioni.

 

IL DEPLIANT DEL CORSO

LA LOCANDINA DEL CORSO

 

MATERIALI

 

Verso una rete di antenne territoriali per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni

Silvia Venturelli

Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale

 

Riconoscere situazioni di discriminazione

Emilia Astore

 

Uguaglianza o differenza? Il contributo della sociologia

Valeria Cappellato, Davide Donatiello

Università degli Studi di Torino

 

Il diritto antidiscriminatorio internazionale, comunitario, e nazionale: nodi problematici, questioni aperte e ruolo della giurisprudenza

Mia Caielli

Università degli studi di Torino

 

Discriminazione istituzionale, promozione dell’uguaglianza, obbligo positivo

Luciano Scagliotti

European Network Against Discrimination

 

Strumenti di prevenzione, rimozione e monitoraggio delle discriminazioni

Anna Riglioni, Anna Chiara Martello, Vanni Piccolo

Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziale

 

L’azione civile contro la discriminazione: procedimento e casistica

Massimo Pastore

Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione

 

SEMINARIO CONCLUSIVO

“L’AZIONE ANTIDISCRIMINATORIA: POLITICHE, STRUMENTI E LAVORO DI RETE”

lunedì 18 aprile 2011, dalle 13.30 alle 17.00

Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti 36

A conclusione del percorso formativo realizzato sul territorio piemontese (Alessandria 25-26 marzo, Novara 1-2 aprile, Torino 8-9 aprile, Cuneo 15-16 aprile), il seminario è stato proposto come occasione per riflettere sul cammino fatto e porre le basi delle attività future, anche attraverso il confronto con alcune importanti istituzioni e realtà operanti a livello nazionale ed europeo.

 

PROGRAMMA

 

INTERVENTI

 

L’UNAR in Piemonte: le attività realizzate dal progetto “Rete delle antenne territoriali per la prevenzione e il contrasto della discriminazione”

Silvia Venturelli

Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

 

La rete territoriale contro le discriminazioni: l’esperienza dell’Emilia Romagna

Miles Gualdi

Comune di Modena, Centro Regionale contro le discriminazioni Regione Emilia Romagna

 

La rete territoriale contro le discriminazioni: l’esperienza della Francia

Marisa Lai-Puiatti

Haute Autorité de Lutte contre les Discriminations et pour l’Egalité

fami

Il Progetto “Piemonte contro le discriminazioni”, di cui è titolare la Regione Piemonte in partenariato con IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP Comitato di Torino, è finanziato dal Ministero dell’Interno con risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI, 2014-2020) dell’Unione Europea.

Il Progetto ha come obiettivo generale la promozione della parità di trattamento e la prevenzione delle discriminazioni razziali nei confronti dei cittadini e delle cittadine dei Paesi Terzi. Si inserisce nel quadro più generale di attività di promozione dei diritti e lotta contro le discriminazioni portate avanti dalla Regione in collaborazione con soggetti pubblici e privati anche per dare concreta attuazione alla Legge Regionale 5/2016 “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”.

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