Super User

Super User

I Nodi territoriali contro le discriminazioni, presso i quali operano persone formate sui temi delle discriminazioni, svolgono una funzione essenziale nell’ambito della Rete regionale contro le discriminazioni: sono i luoghi-chiave ai quali le persone che subiscono una discriminazione possono rivolgersi per ricevere aiuto. 

Attivati a partire dal 2011, i Nodi hanno ottenuto riconoscimento legislativo grazie alla Legge regionale 5/2016, che gli assegna i seguenti compiti:

  • accoglienza, orientamento, presa in carico delle persone e gestione dei casi di discriminazione
  • costruzione e coordinamento della Rete territoriale contro le discriminazioni
  • monitoraggio del fenomeno delle discriminazioni a livello territoriale
  • informazione, comunicazione e sensibilizzazione sulle tematiche antidiscriminatorie nel territorio di competenza, con la supervisione del Centro regionale

Nel corso del 2017, sono stati sottoscritti o rinnovati Protocolli d’intesa per l'attivazione o la riattivazione dei Nodi territoriali, tra la Regione Piemonte e le Province di Alessandria, Cuneo, Novara, Vercelli, Verbano Cusio Ossola, la Città metropolitana di Torino e la Città di Asti. Sul territorio biellese il Nodo è stato attivato presso la sede decentrata di Biella della stessa Regione Piemonte.

I Nodi territoriali della Rete regionale contro le discriminazioni sono 8: uno per ogni territorio provinciale e metropolitano. Chi è vittima o testimone di una discriminazione può rivolgersi al Nodo più vicino.

 

ALESSANDRIA

Nodo provinciale contro le discriminazioni

c/o Provincia di Alessandria – P.zza Libertà 17,  Alessandria

Il Nodo è aperto al pubblico tutti i mercoledì dalle 9 alle 12 (accesso libero senza appuntamento)

E' possibile concordare un appuntamento in altri giorni e orari contattando la referente telefonicamente o via e-mail:

Tel. 0131 303147 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12) 

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

ASTI

Nodo provinciale contro le discriminazioni

c/o Comune di Asti - Servizio Famiglia Minori Adulti e Segretariato Sociale - Via Natta 3, Asti

Il Nodo riceve lunedì martedì e mercoledì 9-12 e giovedì 15.15-17 (accesso libero senza appuntamento per una prima accoglienza allo sportello). Per concordare un appuntamento dedicato, contattare le referenti ai seguenti recapiti:

Tel. 0141 399 484 oppure 329 2106264

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CARTOLINA Nodo ASTI def page 0001scarica la cartolina informativa

 

BIELLA

Nodo provinciale contro le discriminazioni

c/o Regione Piemonte (sede decentrata) - Via Quintino Sella 12, Biella

Il Nodo riceve tutti i giovedì su appuntamento in orario da concordare contattando la referente via email o telefono:

Tel. 015 8551509

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biella NodoAntidiscriminazioni page 0001scarica la cartolina informativa

 

CUNEO

Nodo provinciale contro le discriminazioni

c/o Provincia di Cuneo - C.so Nizza 21, Cuneo

Il Nodo riceve su appuntamento in orario da concordare contattando la referente via email o telefono:

Tel. 0171 445800 (martedì e giovedì dalle 9 alle 12)

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

cartolina cuneo DISCRIMIN def page 0001scarica la cartolina informativa

 

NOVARA

Nodo provinciale contro le discriminazioni

c/o Provincia di Novara - Piazza Matteotti 1 (3° cortile), Novara

Il Nodo riceve su appuntamento in orario da concordare contattando le referenti via email o telefono:

Tel. 0321 378.273 - 378.228

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

TORINO

Nodo territoriale metropolitano contro le discriminazioni

c/o Città metropolitana di Torino – C.so Inghilterra 7, Torino

Il Nodo riceve su appuntamento in orario da concordare contattando le referenti via email o telefono:

Tel.  011 8612153

SMS o whatsApp: 349 6510627

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info: www.cittametropolitana.torino.it/cms/politiche-sociali/nodo-territoriale-metropolitano-contro-le-discriminazioni

 

VERCELLI

Nodo provinciale contro le discriminazioni

c/o Provincia di Vercelli - Via San Cristoforo 3, Vercelli 

Il Nodo riceve su appuntamento in orario da concordare contattando i/le referenti via email o telefono:

Numero Verde 800 324 510 (chiamata gratuita)

Tel. 0161 590287 oppure 0161 590298 (lunedì e giovedì) 

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info: www.provincia.vercelli.it/index.php?show=detail&ID=3794  

scarica la cartolina informativacartolina vercelli def page 0001

 

VERBANO CUSIO OSSOLA 

Nodo provinciale contro le discriminazioni

c/o Provincia del VCO – Viale dell’Industria 25, Verbania

Il Nodo riceve su appuntamento in orario da concordare contattando le referenti via email o telefono:

Tel. 0323 4950408 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13)

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info: www.provincia.verbano-cusio-ossola.it/la-provincia/uffici-e-servizi/settore-vi/pari-opportunit%C3%A0-pubblica-tutela/

 

Il Centro Regionale è stato istituito dalla Regione Piemonte presso la Direzione Istruzione, formazione professionale e lavoro (oggi Direzione Coesione sociale) nel dicembre 2012, ed è il frutto di un lungo percorso di collaborazione tra la Regione Piemonte e l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, avviato nel 2007 e formalizzato attraverso un Protocollo d’Intesa sottoscritto nel novembre 2009, rinnovato nel novembre 2011 e nel dicembre 2016.

Il Centro regionale ha ottenuto un riconoscimento legislativo nell’ambito della Legge Regionale 5/2016 che gli assegna i seguenti compiti:

  • coordinamento della Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte
  • supervisione dell’attuazione del Piano triennale contro le discriminazioni
  • monitoraggio del fenomeno delle discriminazioni nel territorio regionale

Il Centro Regionale contro le Discriminazioni opera a livello regionale mantenendo una stretta collaborazione con il livello nazionale e con le altre Regioni italiane attive su questi temi. Inoltre, lavora in sinergia con le altre istituzioni di parità e di garanzia, in particolare l’UNAR, l’OSCAD, il Difensore civico, la Consigliera di parità regionale, il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e la Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza.

A livello regionale, per rendere maggiormente efficace la propria azione sul territorio migliorando la prossimità alle vittime, anche potenziali, di discriminazioni, a partire dal 2011 il Centro ha promosso la costituzione e attualmente coordina la Rete regionale contro le discriminazioni attivata in collaborazione con gli enti locali piemontesi. Anche la Rete è stata riconosciuta sul piano legislativo dalla Legge regionale 5/2016.

 

Contatti: 

Centro regionale contro le discriminazioni

presso Regione Piemonte, via Magenta 12 – Torino

Tel. 011 4325505 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/diritti-politiche-sociali/diritti/antidiscriminazioni 

 

A partire dal 2011 la Regione Piemonte, d’intesa con l’UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e con le Province piemontesi, ha promosso la costituzione di una Rete regionale con compiti di prevenzione e contrasto delle discriminazioni e assistenza alle vittime.

Riconosciuta sul piano legislativo dalla Legge Regionale 5/2016 “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale” e dal relativo Regolamento attuativo, la Rete è articolata in 3 livelli con differenti soggetti e funzioni:

La Rete regionale ha operato fino al 2016 negli ambiti di potenziale discriminazione individuati dall’art. 19 del Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europea (genere, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale). La Legge regionale 5/2016 estende l’ambito di applicazione delle politiche regionali antidiscriminatorie, al fine di dare attuazione all’art. 21 dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e all’art. 3 della Costituzione italiana. Le cause di possibile discriminazione oggi protette sono: nazionalità, sesso, colore della pelle, ascendenza od origine nazionale, etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età, orientamento sessuale e identità di genere, ed ogni altra condizione personale o sociale.

L’attivazione della Rete regionale si inserisce nel quadro della costruzione della Rete Nazionale Antidiscriminazioni promossa dall’UNAR.

 

Con la partecipazione delle Assessore regionali all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale, Gianna Pentenero, e alle Politiche giovanili, Pari opportunità e Diritti civili, Monica Cerutti, è stato presentato oggi il prodotto crossmediale “CLIP & TAG” – spunti, riflessioni, link per discutere e capire insieme.

Si tratta di uno strumento di comunicazione che unisce in continuità video, stampati e comunicazione personale per discutere e approfondire in aula il tema delle discriminazioni. Il prodotto, destinato agli allievi e alle allieve in obbligo di istruzione della Formazione professionale, è stato realizzato da Enaip Piemonte nell’ambito del Progetto FAMI “Piemonte contro le discriminazioni”.

Il titolo “Clip & Tag” riassume lo spirito con cui è stato pensato e realizzato il progetto di comunicazione cross mediale: si guarda il videoCLIP per entrare in modo immediato nell’argomento, quindi si continua attraverso gli spunti di questa pubblicazione per collegarsi e aprire l’approfondimento sul tema (insomma:“TAGgando” la discussione).

La brochure, che è stata e sarà ancora distribuita alle Agenzie per la formazione professionale in Piemonte, può essere scaricata qui in formato pdf.

Per visualizzare i video sul canale youtube di Enaip Piemonte, cliccate qui.

La Regione Piemonte vanta un impegno ormai decennale nella prevenzione e nel contrasto di ogni forma di discriminazione e nell’assistenza alle vittime, cominciato nel “2007 - Anno europeo delle pari opportunità per tutte e tutti”. Nella sua attività, la Regione ha costantemente collaborato con l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, con gli organismi di parità e garanzia regionali e nazionali e con gli enti locali piemontesi. Inoltre, si è sempre avvalsa dell’assistenza tecnico-scientifica di IRES Piemonte.
L’attività antidiscriminatoria della Regione è progressivamente cresciuta, sia per la rilevanza e la capillarità delle azioni condotte, sia per il graduale ampliamento degli ambiti di intervento, sia – infine – per l’adozione di basi normative sempre più solide. Tale processo è culminato nell’approvazione della Legge regionale n. 5 del 23 marzo 2016 (“Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”) e dei successivi provvedimenti esecutivi.
La legge dà attuazione all’art. 21 dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e all’art. 3 della Costituzione italiana, e copre le seguenti cause di possibile discriminazione: nazionalità, sesso, colore della pelle, ascendenza od origine nazionale, etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età, orientamento sessuale e identità di genere, ed ogni altra condizione personale o sociale.
La L.R. n. 5/2016 individua le aree prioritarie di intervento per le politiche regionali e prevede un complesso di azioni positive per il superamento di situazioni discriminatorie. Inoltre stabilisce strumenti concreti per l’azione antidiscriminatoria, quali:
a) il Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte;
b) la Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte;
c) il Piano triennale contro le discriminazioni approvato dalla Giunta regionale;
d) il Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazioni;
e) l’estensione delle competenze del Corecom, del Difensore Civico e del Garante dei Detenuti in materia antidiscriminatoria.
Per l’animazione della Rete regionale contro le discriminazioni e per favorire la sinergia con altre Regioni, con gli organismi di parità e garanzia e con le organizzazioni non profit attive in ambito antidiscriminatorio, la Regione Piemonte realizza progetti specifici con partner pubblici e privati.
Da ultimo, la Regione ha promosso il Progetto “Piemonte contro le discriminazioni”, di cui è titolare in partenariato con IRES Piemonte, EnAIP Piemonte, Casa di Carità Arti e Mestieri e UISP Comitato di Torino, finanziato dal Ministero dell’Interno con risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI, 2014-2020) dell’Unione Europea. Il Progetto ha come obiettivo generale la promozione della parità di trattamento e la prevenzione delle discriminazioni razziali nei confronti dei cittadini e delle cittadine dei Paesi Terzi, e si concluderà il 31 marzo 2018.

Attraverso l’azione di monitoraggio della stampa locale, il Centro Regionale contro le discriminazioni in Piemonte rileva episodi discriminatori avvenuti sul territorio e non segnalati dai diretti interessati ed eventuali violazioni della Carta di Roma e di altre linee-guida che mirano ad orientare la pratica giornalistica in senso antidiscriminatorio.

L’attività di monitoraggio viene condotta attraverso il portale della Regione Piemonte “Mentelocale”, che raccoglie l’archivio completo di 71 testate piemontesi d’informazione locale. Il sito consente di consultare le edizioni complete trascorsi 5 giorni dalla data di uscita in edicola, e di svolgere all’interno dell’archivio ricerche per parola-chiave, testata e arco cronologico.

Nel corso del 2013 l’indagine è stata condotta, a livello sperimentale, con il contributo di quattro stagiste/i dell’Università degli studi di Torino. Grazie alla sperimentazione, che ha coperto il periodo 1 gennaio-31 maggio 2013, è stato definito con precisione il metodo della ricerca, e sono stati individuati e analizzati i casi di discriminazione (con particolare attenzione per le discriminazioni multiple), le azioni positive contro le discriminazioni attuate da amministrazioni pubbliche e soggetti non profit e gli episodi di violenza con matrice discriminatoria avvenuti nel territorio piemontese. La ricerca si è inoltre concentrata sui casi di uso discriminatorio e stereotipato del linguaggio da parte degli operatori dell’informazione.

Il Centro sta lavorando per istituzionalizzare la collaborazione con l’Ateneo torinese, al fine di giungere ad un monitoraggio permanente e in tempo reale del fenomeno.

Pagina 1 di 8